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domenica 28 agosto 2022

ELEZIONE DEL PARLAMENTO ITALIANO 2022

 

Care cari 
E siamo in campagna elettorale, il 25 settembre si elegge il nuovo Parlamento Italiano.
Adesso è fondamentale l’impegno di ciascuno di noi per quell’Italia democratica e progressista di cui c’è un enorme bisogno davanti al pericolo concreto rappresentato da una destra che su tutto vuol fare marcia indietro, dall’economia ai diritti.

Serve il coinvolgimento di tanti ,  partecipa e vinciamo insieme. Entra a far parte della squadra di volontarie e volontari del PDè la campagna elettorale più importante degli ultimi anni
Come è nel nostro DNA, partiamo anzitutto dal nostro Programma: sentiamo con forza il dovere di dire quali sono i soli valori che porteranno il nostro Paese nel futuro.
È un Programma che non per caso inizia con le parole di David Sassoli: “La speranza siamo noi, quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini, quando combattiamo ogni forma di ingiustizia”. 

Il Circolo di Seveso è aperto tutti i Lunedì sera, saremo in piazza, nei mercati, tra la gente a far conoscere i tanti candidati del nostro territorio, a condividere il programma, le idee per la nostra Italia. Se vuoi organizzare un incontro nel tuo condominio, nel tuo quartiere, nella tua associazione, Noi ci siamo scrivici a sevesopd@gmail.com seguici su www.pdseveso.blogspot.com su fb e instagram.


Con la passione e il sentimento che ci contraddistingue, partecipiamo e vinciamo insieme.

un Caro saluto
Gianluigi Malerba  
Segretario Circolo di Seveso

lunedì 24 gennaio 2022

LE COMMISSIONI COMUNALI DI STUDIO E PROGETTO I CANDIDATI PROPOSTI ALLA NOMINA DELLA GIUNTA MUNICIPALE

 


OGGETTO: NOMINA COMPONENTI COMMISSIONI DI STUDIO E PROGETTAZIONE 

"Come da Art 4 del regolamento delle Commissioni di studio e progettazione e come da Vs richiesta provvediamo a indicare i candidati che nel numero di due la spett.le Giunta Municipale provvederà a nominare: 

per SERVIZI SOCIALI      Monica Stefania Patrizio –   Nadia Pogliani –  Graziella Melis – 

Per ISTRUZIONE Giovanna Frare –   Graziella Melis 

Per SPORT Davide Gaelotafiore –  Francesco Maggis – 

 Per CULTURA E BIBLIOTECA 

Antonio Di Carlo – "   


questa lettera inviata alla Sindaca di Seveso porta  le nostre proposte di candidatura nelle commissioni Comunali. Abbiamo accompagnato la proposta con un breve curriculum di ciascuno. Alla Giunta Municipale compete la nomina pari  a due componenti per gruppo consigliare che spetta ai gruppi consigliari di minoranza.

Abbiamo coinvolto i nostri iscritti e simpatizzanti inviando  circa 200 mail per raccogliere le singole disponibilità e per questo li ringraziamo.

mercoledì 20 ottobre 2021

ABBIAMO PERSO RIPARTIAMO DALL'ASSEMBLEA DI CIRCOLO

 


E siamo arrivati all’inverno.

Se l’estate ci ha portato le improvvise dimissioni del Sindaco e la corsa alle elezioni anticipate a Seveso, l’inverno ci ha portato la nuova Sindaca.

Cambiano le stagioni ma non quelle politiche. A Seveso è netta l’affermazione della destra-centro e vale per tutti il fatto che galleggiamo sul grande mare del non voto. Su 18690 votanti hanno scelto di esercitare il diritto di voto 8481 cittadini al primo turno e 7231 al ballottaggio.

Il circolo del Partito Democratico è stato protagonista sino in fondo nel promuovere un’idea di città aperta e dinamica nella prospettiva di poter cogliere  tutte le opportunità di crescita economica, civile e sociale che il post pandemia sembra indicare con i fondi del Piano di Ripresa e Resilienza.

Dalla pronta reazione all’appuntamento elettorale,  alla messa a punto di un’azione fatta di programma e coalizione e nella promozione attraverso nuovi amici che si sono fatti coinvolgere,  il Circolo ha dimostrato tutta una sua vitalità e rimane un punto di riferimento per la città.

Credo che per molti sia stato una scoperta rispetto all’immagine di chiusura e autoreferenzialità che con malizia e dispetto si vuole affibbiare al partito. Non è affatto così e lo dimostriamo ogni giorno, il circolo PD rimane nello spazio cittadino un punto di riferimento democratico senza personalismi e pregiudizi. Uno spazio disponibile per chi ha voglia e passione nel promuovere la città e la comunità.

Al semplice galleggiamento noi e la coalizione abbiamo provato ad opporre una marcia in più, un progetto di riscatto per il paese.

Non siamo stati capiti o non siamo stati capaci di comunicarlo. Me ne assumo tutte le responsabilità in quanto segretario cittadino del Partito democratico e candidato Sindaco.

Oppure  Seveso non ha compreso e/o accettato sino in fondo le ragioni delle dimissioni anticipate di un Sindaco, non ne ha colto il contesto e il contorno e semplicemente ha deciso di riaffidarsi a quella stessa area politica per cui si era affidata nelle elezioni del 2018.

Comunque sia ne assumo tutta la responsabilità e se il circolo lo ritiene sono a disposizione per lasciare spazio a un nuovo segretario e coordinamento.

In Consiglio Comunale a rappresentare il Partito ci saremo io ed Anita Argiuolo, lo faremo con scrupolo esercitando un meticoloso controllo sull’operato del Sindaco e la sua Giunta senza mancare di fare le proposte che sono contenute nel nostro programma elettorale e quelle che matureranno attraverso l’azione del circolo sul territorio che auspichiamo possa riprendere con vigore e ancora maggiore tenacia e nel coinvolgimento di tanti.

Ti aspetto Lunedì  25 ottobre alle ore 21 assemblea di Circolo  analisi del voto e una nuova azione da mettere in campo.

 

Gianluigi Malerba

 

giovedì 6 maggio 2021

LIBERTA' PER PATRICK GEORGE ZAKI la nostra presa di posizione in Consiglio Comunale





Patrick George Zaki, attivista e ricercatore egiziano di ventisette anni dell’Eipr, importante

associazione che si occupa della tutela dei diritti umani in Egitto, si trova dal 7 febbraio 2020 in

detenzione preventiva, a seguito dell’arresto avvenuto alle 4:30 del mattino al suo arrivo

all’aeroporto de Il Cairo, da parte di funzionari dell’immigrazione, dopo essere partito da Bologna,

dove segue un programma di studi Erasmus.

l’Eipr è una delle poche organizzazioni indipendenti per i diritti umani che coraggiosamente

hanno continuato ad operare in Egitto. Svolge attività di ricerca, documentazione, sostegno

legale, contenzioso strategico e patrocinio in materia di libertà civili, diritti sociali ed economici e

giustizia penale. Inoltre, si occupa dei diritti delle minoranze religiose in Egitto, di documentare la

violenza settaria, rappresentare membri della comunità Lgbt che devono affrontare procedimenti

e lavora a favore della legge per la salute mentale. E’ una delle poche organizzazioni per i diritti

umani che lavora nel campo della giustizia ambientale nel paese. Negli ultimi giorni ci sono stati

diversi arresti tra i leader dell'Eipr da parte delle forze di sicurezza Egiziane, per i quali

l'ambasciatore italiano ha inviato una lettera al ministero degli Esteri del Cairo chiedendone

l'immediata liberazione.

Patrick George Zaki è tuttora detenuto, in attesa che possa ricevere un regolare processo, e

come sottolineato dai suoi avvocati, senza l'evidenza di alcuna motivazione giuridica plausibile.

Tali preoccupazioni sono state condivise anche da Amnesty International e dell'ambasciata

italiana in Egitto. Le Autorità egiziane, dal canto loro, continuano a trincerarsi intorno a non ben

precisate accuse di “sovversione” e “diffusione di notizie false” il che getta un ombra

inquietante su quanto lo stato di fermo sia dovuto a ragioni politiche, legate al suo impegno in

ambito dei diritti civili. I famigliari del ragazzo hanno denunciato le pessime condizioni di

carcerazione a cui esso è sottoposto, aggravate anche delle sue precarie condizioni di salute in

quanto asmatico.

Il gruppo del Partito Democratico di Seveso, esprime grande preoccupazione per la vicenda

sopra descritta, per la privazione della libertà, le condizioni di salute ed il trattamento ricevuto da

Patrick George Zaki; esprime inoltre piena solidarietà a Patrick George Zaki e alla sua famiglia e

ai membri della sua organizzazione. Diamo pieno sostegno all'appello di Amnesty International

per il rilascio di Patrick George Zaki, dei membri della sua organizzazione e per il rispetto dei

diritti umani e della libertà di espressione. Con questo appello vorremo informare il Sindaco, la

Giunta ed i colleghi Consiglieri, circa la gravissima violazione dello stato di diritto che sta

avvenendo in un paese importante come l'Egitto situato nel cuore del Mediterraneo, una

violazione contraria ai valori ai valori di libertà e democrazia che puntualmente esprimiamo in

quest'aula, verso i quali non possiamo rimanere indifferenti.

mercoledì 3 marzo 2021

IN PIAZZA INSIEME PER UNA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

La proposta di legge di iniziativa popolare è stata depositata il 19 ottobre 2020 da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema, il comune in provincia di Lucca dove, nell’agosto del 1944, una divisione di soldati nazisti trucidò 560 persone.

Puoi firmare nel rispetto delle norme anticovid  il 6 e 7 marzo in Piazza Confalonieri a Seveso



Qui il testo della proposta di legge

LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE CONTRO LA PROPAGANDA FASCISTA E NAZISTA
Annuncio di una proposta di legge di iniziativa popolare. (20A05730) pubblicato su
(GU n.260 del 20-10-2020)


Art. 1.
1. Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:
«Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi eversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».
2. All’articolo 5, primo comma, della legge 20 giugno 1952, n. 645, le parole:
«sino a» sono sostituite dalle seguenti: «da sei mesi a».


Art. 2
1. Al Decreto Legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito in Legge 25 giugno 1993, n. 205, recante “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” all’art. 2 dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
“1-bis. Qualora in pubbliche riunioni di cui al comma 1, l’esposizione riguardi emblemi o simboli riconducibili al partito fascista o al partito nazionalsocialista tedesco, la pena di cui all’art. 2 comma1, è aumentata del doppio

martedì 19 gennaio 2021

Sulla (perduta) dialettica politica: apatia democratica e plebiscitarismo .

Mi piace definirmi un amateur dei processi politici e democratici. La mia formazione politica, forse ancora acerba, si potrebbe definire più come un apprendistato sul campo; da studente di violoncello, mi sono ritrovato a indossare la livrea del rappresentante degli studenti, con non poca soddisfazione, ricoprendo ruoli certamente impegnativi ma gratificanti. Il percorso mi ha condotto, giocoforza, data la mia viscerale passione per la “cosa” politica, a tentare di comprendere come determinati processi decisionali prendessero forma e sostanza in quei contesti, notando come la scarsa considerazione sostanziale degli studenti nella formulazione delle scelte politiche influenti comportasse una scarsissima partecipazione degli studenti all’interno della vita istituzionale di istituto e come, di conseguenza, la scarsa partecipazione deteriorasse ancor di più il peso degli studenti nelle decisioni. Ho potuto constatare come questo fenomeno, nella sua complessità che non esporrò qui, sia simile ai sintomi che si manifestano nella totalità dei momenti politici delle realtà nazionali e locali e di come, dunque, da quello che reputo un esempio radicale di apatia, si possano allargare le mie considerazioni alle realtà politiche che noi tutti conosciamo. 

Fondazione Prada 2015

La necessità personale di una riflessione in tal senso scaturisce - oltre che dai recenti avvenimenti in merito alla crisi di governo che, però, rappresentano una situazione anomala rispetto alle crisi precedenti (epidemia di Sars-cov 2 e conseguente senso di responsabilità) - dall'osservazione dei fenomeni di apatia partecipativa e di conseguente sacrificio del principio di rappresentanza - cardine del parlamentarismo estendibile a tutti i consigli rappresentativi locali - sia nelle modifiche istituzionali che nei modi di concepire il processo politico. Questi due fenomeni sono sicuramente correlati, in quanto intercorre tra loro una condizionalità sufficiente e necessaria tale da poter definire tale binomio un "circolo vizioso". Ho tentato di approfondire le mie riflessioni in merito ai processi di cui sopra, tenendo, come punto fermo, la definizione di processo democratico elettivo e partecipativo non tanto come un sistema automatico di affidamento delle redini governative e legislative ad una parte politica in base a metodi elettivi diretti o indiretti, quanto un processo dialettico e critico atto alla creazione di una forte volontà generale, rifiutando il principio dell’alternanza “istituzionalmente forzata” quale strumento democratico, tipico dei sistemi anglosassoni. Un sistema riduzionistico forzato a due polarità tra maggioranze e opposizioni (il bipolarismo maggioritario) crea meccanismi di scelta elettiva a sua volta forzati (la retorica del voto utile), creando una disparità di peso tra le preferenze elettorali dei votanti, una delle cause dell’apatia partecipativa. A ciò si aggiunge anche una critica ai sistemi elettivi plebiscitari che, ancor di più, cambia le basi del metodo democratico, preferendo alla dialettica critica consiliare - intesa come dialettica interna alle assemblee politiche (istituzionali o partitiche) con funzioni di creazione di una volontà generale parziale o totale - la dialettica acritica mediatica e tifosistica incentrata sulla figura del leader. Tutto ciò in nome di una stabilità (o governabilità), comunque non garantita, e su uno snellimento deleterio del momento decisionale democratico che rischia di far divenire la lotta politica un tumulto tra tifoserie; polarizza le scale valoriali delle parti politiche fino alla completa incompatibilità, legando esse alle idee e alle necessità politiche (e umane) del leader, causando una più forte instabilità legislativa e amministrativa. 

L’apatia elettorale e partecipativa è un fenomeno complesso largamente studiato da politologi e sociologi. Non esiste ancora una teorizzazioni che raccolga ogni aspetto di questo fenomeno sebbene i dati empirici raccolti da Maurizio Cerruto nel suo studio La partecipazione elettorale in Italia in «Quaderni di Sociologia 2012» mostrino come l’astensionismo italiano sia legato più da ragioni di apatia che di protesta. Nelle interpretazioni del fenomeno, riprendendo la metodologia di analisi di Stein Rokkan in tre livelli contestuali (macro, meso, micro), Cerruto afferma come, nel contesto micro e, dunque, della soggettività dell’elettore sia: 

“[...] più probabile che una persona vada a votare se ha un interesse generalizzato per la politica, se possiede alcune informazioni di base, se ritiene di poter influenzare le scelte o decisioni con il proprio voto, ovvero si considera dotata di un senso di efficacia: «è molto improbabile che una persona con scarsi interessi per la politica, poche informazioni e limitato senso di efficacia possa motivarsi o essere motivata a sufficienza per recarsi alle urne» (Pasquino, 2009, 71)” 

E’ proprio «il senso di poter influenzare le scelte o le decisioni con il proprio voto» ad influire nella scelta del cittadino di partecipare al momento elettorale (che, per somiglianza, si può allargare al momento democratico consiliare/parlamentare/assembleare). Senso che un sistema plebiscitario disincentiva: i vinti non avranno modo di presentare efficacemente le proprie istanze e i vincitori saranno, tendenzialmente, ben felici di delegare tutta la gestione al leader vincitore senza visione critica, la quale è subito vista come un tentativo di spodestare i vertici. 

L’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di regione è frutto di un filone di pensiero che vede il cittadino responsabilizzato solo quando può effettivamente influire nella scelta della massima carica esecutiva degli enti con competenze amministrative (richiami al presidenzialismo). Se la maggioranza dei votanti sceglie un candidato, esso diviene il sindaco o il presidente di regione di tutti, mutatis mutandis, con in mano una vasta gamma di strumenti per amministrare il territorio comunale/regionale secondo la legge e secondo, per quanto gli è permesso, la sua discrezionalità, in considerazione del principio di sussidiarietà che l’ordinamento sugli enti locali riconosce nel caso dei comuni. E le preferenze elettorali di chi la pensa diversamente? E’ vero che la rappresentanza delle opinioni politiche, virtualmente, è rappresentata dal consiglio comunale/regionale, ma in che misura, date le leggi elettorali di natura maggioritaria? Un consigliere di minoranza può portare efficacemente le istanze distintive dei propri elettori e delle parti politiche che la pensano come lui senza che si considerino i colori di partito ma solo per mezzo di un processo dialettico critico? Il momento di creazione della volontà generale è stato sostituito dalla continua e reiterata manifestazione della volontà della maggioranza attorno al leader. Quest’ultima, da legittimo sistema di decisione, è stato promosso ad unico arbitro del sistema democratico. Il non poter influire politicamente se non nel momento elettorale, anche se diretto, deresponsabilizza. Ciò avviene perché, in un sistema in cui il vincitore prende tutto (o quasi), il momento più alto di partecipazione politica passa dalla convocazione del consiglio comunale/regionale (e preliminarmente dalle - ahimé - sempre meno attraenti assemblee di partito) alla campagna elettorale. E’ evidente che un sistema del genere garantisca sì la stabilità dei vincitori ma, a lungo decorrere, crei disinteresse nella politica, vista ormai come una semplice scelta del “signorotto” locale e in cui vince chi, tendenzialmente, riesce ad arraffare più voti attorno alla sua figura. Di conseguenza, si può affermare che questa forma di apatia diminuisce la 'domanda' di rappresentanza assembleare, dunque di discussione critica, dato come si possa smuovere efficacemente l’azione amministrativa/governativa grazie ad un uomo solo al comando - tanto meglio se è l’uomo scelto dal votante sulla propria sched(in)a elettorale. Principio il quale, tendenzialmente, diventa sacrificabile per la ragion di Stato - il mito dell’efficienza della discussione parlamentare (come la si definisce? Leggi/ore?) - o per rousseauiani richiami alla democrazia diretta, la quale è divenuta un pretesto per arrogarsi la veste di "vera rappresentanza" del popolo contro le “poltrone” degli oligarchi. Viceversa, le riforme che hanno disposto dei meccanismi elettivi plebiscitari (come le elezioni dirette dei presidenti di regione e dei sindaci) hanno trasformato la lotta politica in una lotta polarizzata che prevede il predominio “forzato” di una parte politica sull'altra invece che risolvere il conflitto costituendo equilibri tra le forze politiche; il cittadino si scoraggia in tal senso dal compiere qualsiasi azione partecipativa che non sia preliminare alle elezioni, come chi fa il tifo per la propria squadra di calcio fino alla fine della partita: c’è chi mostra il suo risentimento per la sconfitta, chi l’accetta - magari preoccupandosi della ormai “famosa” analisi della sconfitta - e chi esulta alla vittoria della propria squadra. In politica, con questi sistemi, vince il più forte, anche in una democrazia che, per definizione, è fondata sull'uguaglianza giuridica dei cittadini. Se nel calcio vince lo sport (quasi sempre), nelle elezioni non vince la democrazia (quasi mai). 

Da dove ripartire? L’apatia va contrastata con forme ragionate e critiche di partecipazione dei cittadini alla vita politica, aumentando la capacità della sfera pubblica di habermassiana memoria di poter avere un suo peso sulle scelte politiche significative della comunità. Vanno incentivati i momenti di discussione critica in cui il cittadino può mostrare e dimostrare la propria visione soggettiva - anche contro chi dell’oggettività delle cose ne fa la propria ideologia (l’amministrazione delle cose come fine della politica). Il ruolo dei partiti, in tal senso, è evidente: definire i propri valori costantemente e far in modo di sintetizzare quanto più possibili in essi le visioni politiche dei cittadini con momenti assembleari diffusi e critici, tenendo ben presente che non esiste un solo paradigma epistemico e politico; che il conflitto tra valori non si risolve nella vittoria di un valore su un altro ma dall’ordine che il conflitto di valori crea: dalla volontà generale che ne scaturisce. In tal senso, appare evidente come sistemi di elezione diretta di stampo plebiscitario neghino la creazione di consessi critici, abbassando la prospettiva politica da una lotta tra valori ad una lotta tra individui, impoverendo la funzione dello sviluppo dell’individuo della politica. Ritornare a sistemi di elezioni di cariche apicali (sindaci, presidenti di regioni) all’interno di assemblee con forte rappresentatività proporzionale, risolvendone quanto più possibile i rischi di opacità, incentiverebbe la partecipazione dei cittadini se, contestualmente, si realizza la più larga partecipazione critica delle comunità locali e nazionali. Partecipazione che contribuirebbe allo sviluppo umano del cittadino, svolgendo altresì un ruolo educativo; in tal modo, sarebbe ben conscio che il suo voto possa essere davvero influente, capace di creare un ordine valoriale e amministrativo il più possibile corrispondente con la volontà generale. 

I rischi di un tal sistema li abbiamo sotto gli occhi: spinte personalistiche all’interno di partiti che ostacolano l’azione amministrativa e di governo, con continue crisi istituzionali e cadute di governi. Ciò avviene per questa cultura diffusa del leader e della gerarchizzazione del processo politico, anche all’interno delle assemblee rappresentative; si rende evidente come non sia tanto il sistema istituzionale ad aver necessità di riforma quanto i processi interni ai partiti e all’interno delle assemblee (conflitto tra segreterie di partito e rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni: discussione tendenzialmente bloccata dalle segreterie di partito che impartiscono loro diktat in nome di governismi o di ragioni di Stato). 

La politica moderna è nata dalla discussione critica di principi e di atti ad essi ricollegati. Un ritorno alla scelta plebiscitaria è un ritorno ad una politica che non vuole discutere, ad una politica del potere e dei potenti, ad una politica demagogica e acritica. Qualsiasi compagine politica che si definisca democratica non può permettere questo; deve porsi contro a questi fenomeni e incentivare la discussione critica di atti e provvedimenti. Ne va del bene del “gioco” democratico.

 Jürgen Habermas, Storia e critica dell’opinione pubblica, Laterza, 2006. Maurizio Cerruto, La partecipazione elettorale in Italia in «Quaderni di Sociologia» n.60, 2012, https://journals.openedition.org/qds/537#ftn12 .

Antonio Di Carlo

mercoledì 28 ottobre 2020

CONSIGLIO COMUNALE SEVESO IL DUP

 

Oggi in Consiglio Comunale viene portato all’esame il DUP  Leggilo scoprilo qui trovi scritto che cosa intende fare e come spende il denaro pubblico l'Amministrazione Comunale. Questa è informazione trasparente senza fronzoli o commenti se non l'idea che tu ti farai.

Che cosa è? Il Documento unico di programmazione  è l’ambito più elevato della funzione  politica all’interno dell’amministrazione comunale

 

Dal sito di

https://www.promopa.it

leggiamo

1.    è l’occasione per la definizione del contesto, espresso in termini di bisogni, vincoli e opportunità
2.    è l’ambito per la declinazione della politiche, cioè delle scelte di priorità che definiscano i valori di riferimento e la visione di territorio che si vuole perseguire
3.    è il documento “progettuale” che traduce le politiche in risultati attesi, intesi come risposte a bisogni o prospettive di sviluppo
4.    è il documento operativo che individua gli “obiettivi” da perseguire all’interno di ogni progetto e ne attribuisce l’attuazione ai vertici dell’amministrazione, descrivendone modalità e tempi di attuazione
5.    è lo strumento di lavoro che, almeno con una cadenza mensile, dovrà essere preso come riferimento, sia per verificare lo stato di conseguimento, sia per aggiornarne il contenuto
6.    è l’ambito delle performance che dovranno essere prese in considerazione in occasione della valutazione

A conferma di ciò basti pensare che l’art. 169, al comma 3 bis, a proposito del PEG (che ha una funzione autorizzatoria di tipo amministrativo contabile) dispone che “il PEG è deliberato in coerenza con il bilancio di previsione e con il documento unico di programmazione” e aggiunge, “al PEG è allegato il prospetto concernente la ripartizione delle tipologie in categorie e dei programmi in microaggregati […]”.
Questa disposizione aiuta a definire il ciclo reale della programmazione che quindi si articola così:

1.    il DUP definisce le politiche i programmi e gli obiettivi da conseguire, intesi come performance organizzativa e individuale
2.    il bilancio di programmazione, con riferimento al DUP, individua e destina le risorse per la realizzazione dei programmi
3.    il PEG assegna le risorse ai responsabili dei programmi, con riferimento al DUP e al bilancio di previsione

Che cosa cambia o deve cambiare?
Ma perché ciò possa realizzarsi, innanzitutto è necessario che all’interno dell’ente vi sia la piena consapevolezza in ordine alla utilità di questo metodo di programmazione che, prima ancora di essere considerato come “strumento tecnico”, deve essere inteso come “sistema di organizzazione”. Ciò vuol dire che alcuni protagonisti dell’ente dovranno riesaminare il proprio ruolo:

  • la politica dovrà trovare interesse alla definizione delle “politiche” e sarà facilitata nella rendicontazione e nella redazione delle relazioni periodiche o di fine mandato
  • i vertici amministrativi dovranno promuovere il coinvolgimento dei vertici politici nella definizione di documenti di programmazione e indirizzo che assicurino tracciabilità e trasparenza all’azione amministrativa
  • gli organismi di valutazione dovranno impegnarsi a valorizzare i documenti di programmazione e la loro declinazione, anche promuovendone l’aggiornamento costante, piuttosto che le autocertificazioni e la misurazione del banale.

 

sabato 25 aprile 2020

BUON 25 APRILE PER UNA NUOVA PASSIONE CIVILE

Care, Cari

«Festeggiare il 25 aprile - giorno anche di San Marco - significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha esordito nel suo discorso al Teatro Da Ponte di Vittorio Veneto in occasione del 74mo anniversario per la festa della Liberazione.
25 Aprile 2019 Il Presidente dell'ANPI Seveso prende la parola fuori programma ufficiale perchè non voluto dall'Amministrazione Comunale Leghista. Quest'anno grazie ad una maturità democratica non sarà così e ne siamo lieti.


Vi scrivo iniziando con le parole del nostro Presidente della Repubblica Italiana, perchè la festa che celebriamo è innanzitutto una festa di Popolo e di Nazione antifascista, antirazzista e democratica. Non dimentichiamolo. Non è la festa individuale di ognuno di noi ma di un Popolo che ha lottato e dopo le Guerre si è dato una Costituzione e ha costruito un'identità Nazionale

E' eufemistico paragonare il presente ad una guerra. Non c'è paragone, nell'oppressione, nella carestia, nel sacrificio, nelle brutalità, nel razzismo violento, nella tirannide vissuta nel ventennio fascista e negli anni delle Guerre. Oggi conosciamo la Storia dalla lettura dei libri perchè non c'è più la testimonianza diretta, ma rimane e rimarrà il 25 aprile.
Facciamo festa per comprendere e per non ricadere. Facciamo Festa per onorare chi ha lottato per la liberazione e l'uguaglianza, per la solidarietà e per la costruzione dello Stato Democratico. Facciamo Festa per caricarci di nuove energie utili alla protezione e al mantenimento di un bene che va custodito e alimentato giorno dopo giorno.

E' tanto il tempo trascorso e nel  75esimo anniversario della liberazione, non è poca cosa. Il tempo lo sappiamo stempera, affievola, dimentica ed è per questo che ogni anno ricarichiamo le pile della passione civile e democratica e ne ristabiliamo il senso.

L'Europa tra il 1914 e il 1945 precipitò in un abisso di barbarie: combattè due guerre mondiali, minacciò le fondamenta stesse della sua civiltà e parve testardemente incamminata sulla via dell'autodistruzione.

A noi aspetta oggi ritrovare il senso e rilanciare l'Europa unita incanalando le energie contro quelle sirene dei nazionalismi e dei populismi.

Ciò che allora rese possibile gettare le prime basi per la costruzione europea fu una rivolta morale contro le guerre del Novecento, cui si uni un'autentica passione civile.” Sarebbe da ingenui credere che il rischio di guerre simili non esista più, anche se ora sembrano premere altre pulsioni: immigrazione, insicurezze, lavoro, clima e ora in piena emergenza covid19.
Chi soffia sul fuoco di questi sentimenti ha grande spazio. E si finisce così per dimenticare che la costruzione europea è una potente fonte di sicurezza e di pace per il domani.”

Ci aspetta una nuova resistenza, e il 25 Aprile è qui a ricordarcelo per una sempre nuova passione civile.

Buon 25 Aprile
Viva l'Europa Via l'Italia.

Gianluigi Malerba
Segretario di circolo PD Seveso



domenica 2 febbraio 2020

IL GIORNO DELLA MEMORIA UN VALORE POLITICO

Lo scrittore Pietro Arienti
Presentazione a cura del Segretario di Circolo Gianluigi Malerba
Giulia Spada ANPI Seveso


 La serata dedicata al Giorno della Memoria 2020 tenutasi al Circolo ha visto la partecipazione  di Giulia Spada portavoce ANPI Seveso con un breve intervento sull'importanza del momento condiviso e oggi più che mai necessario visto il crescere di gesti, parole e comportamenti fascisti e nazzisti.
Lo scrittore Pietro Arienti ha presentato la sua opera "Dalla Brianza ai lager del terzo reich" con tracce storiche che hanno riguardato il nostro territorio brianzolo.
Il Segretario di Circolo Gianluigi Malerba ha ricordato le parole di Liliana Segre al Parlamento Europeo. La Senatrice a vita della Repubblica Italiana - e lo diciamo con orgoglio e passione - ha citato le bandiere colorate messe li a rappresentare le Nazioni che costituiscono l'Unione Europea.  La citazione di Liliana delle bandiere a sottolineare l'importanza dell'Unione come effetto di Pace e di futuro.  Considerato che la memoria è un fatto individuale e che sono rimasti in pochi i testimoni della grande tragedia umanitaria che ricordiamo universalmente, (La prima Nazione ha istituire il Giorno della Memoria è stata la Germania, nel 2000 l'Italia e nel 2005 l'ONU dandogli il carattere universale) l'intervento di Liliana Segre al Parlamento Europeo è stato un passaggio di testimone importante dove la memoria individuale: "ho 90anni voglio essere la nonna di me stessa e cessare il mio giro di testimonianza nelle scuole Italiane", passa alla memoria collettiva e Istituzionale rappresentata dal Parlamento Europeo e appunto dalle Bandiere colorate dei Popoli che formano l'Unione.

Sottolineare il Giorno della Memoria come valore politico è per noi del Partito Democratico fondante come lo è la conoscenza storica come valore culturale.

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venerdì 29 novembre 2019

SOTTOPASSI SOVRAPASSI E FERROVIA

Una tema pluriennale. Di quelli difficili e spinosi perchè la soluzione fa parte di quel genere mai perfetta, mai univoca, mai totalmente condivisa. Eppure va affrontata. Il tempo delle soluzioni auspicate e sognate vedi interramento è finito da un pezzo. Tocca decidere e assumere responsabilità.

Dal blog del Segretario di Circolo dal blog del segretario alcune considerazioni.

L'argomento è spinoso  Roberto, già segretario del Circolo definsce la soluzione proposta "il sottopazzo"

Ieri sera il Consiglio Comunale ha approvato quasi ad unanimità un primo atto che riguarda il raddoppio dei binari alla fermata della stazione di Baruccana sulla line Seregno Saronno. Il deliberato è stato modificato con proposte di progetto auspicate in miglioramento dal Consigliere di Forza Italia e dalla Lista Civica Butti e condivisa dal nostro Partito. Un clima positivo.

Nei prossimi giorni è previsto un Consiglio Comunale aperto proposto  su richiesta del gruppo Consigliare Partito Democratico, 5stelle e listaCivicaButti. Un modo per far parlare la città.

Auspichiamo l'intervento di tutte le rappresentanze intermedie: commercianti, artigiani, piccole aziende, terzo settore. Auspichiamo partecipazione e un sano clima di confronto e di dialogo. Sotto questo aspetto molto dipende dal Sindaco attuale della Lega e dalla sua maggioranza.

Noi ce lo auguriamo.

domenica 3 marzo 2019

PRIMARIE 2019

Conclusa a Seveso come in tutta #Italia una bella festa di democrazia partecipata che ha visto nella nostra cittá 441 cittadini/e coinvolti nella scelta diretta del #segretarionazionale del #partitodemocratico con queste preferenze
#Martina. 123
#Zingaretti. 261
#Giachetti 54
Bianche 3
Tot. Votanti 441
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venerdì 22 febbraio 2019

NIENTE SCUOLE SI VOTA AI GAZEBO

Domenica 3 marzo saranno tenute le primarie del Partito Democratico per l'elezione diretta del Segretario Nazionale.

A Seveso sin dalle prime primarie del 2007 il voto aperto a tutti i cittadini si è sempre allestito negli atrii delle scuole dove hanno sede i seggi elettorali delle elezioni ufficiali delle nostre Istituzioni democratiche.

Perchè questo. Essendo le elezioni primarie del Partito Democratico non un evento da propaganda elettorale fine a se stesso e senza controllo  ma un procedimento serio e rigoroso di voto sulla base dei registri elettorali, si è sempre pensato e così praticato a Seveso di far esercitare il voto delle primarie nelle scuole dove per altro hanno sede i seggi elettorali quando si vota per le politiche nazionali, le amministrative e tra qualche settimana per le Europee.

Niente di deplorevole o arrogante nei confronti di chicchessia e men che meno un atto di forza ( traggo dai social) tantè che diversi Sindaci di colore politico diverso dal PD hanno sempre autorizzato l'uso degli spazi scolastici.

Quest'anno l'Amm. Comunale di Seveso tramite il segretario Generale  ha negato l'uso delle scuole appellandosi al Regolamento “recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche” decreto del MIUR del 28 agosto 2018 (Governo attuale). Il regolamento dice che “le istituzioni scolastiche possono concedere a terzi  l’utilizzazione temporanea dei locali dell’edificio scolastico,.. a condizione che ciò sia compatibile con finalità educative, formative, ricreative, culturali, artistiche e sportive e con i compiti delle istituzioni medesime.”

Ora da liberale credo che la dirigenza scolastica debba essere libera di gestire gli edifici scolastici in massima libertà se pur nel rispetto dei principi generali sanciti dalla nostra Costituzione.

Lascio ai cittadini ogni considerazione. Dico anche che essendo gli edifici di proprietà Comunale se si voleva si poteva.

Non faccio polemica ma mi limito ad informare il perché Domenica 3 marzo saremo presenti con i nostri   seggi elettorali per le primarie non nelle tre scuole ma con tre gazebi. Quello di Baruccana in Via Trento Trieste, quello all’Altopiano in Via Monte Bianco antistante la Scuola Munari e quello di Seveso Centro S  Pietro in Piazza Confalonieri.

Prendiamo atto che l’esercizio democratico del voto, la politica, i Partiti, la partecipazione   non sono compatibili con l’uso parziale e limitato di un edificio scolastico che quel giorno è anche chiuso e non utilizzato. 

Domando quando la Lega promuove una proposta di legge per introdurre l’educazione civica nelle scuole, quale modello di società ha in mente?

domenica 10 febbraio 2019

PARTITO PRIMARIE E DEMOCRAZIA

Stiamo preparando le primarie del Partito Democratico. Il 3 marzo si vota in tutta Italia per la scelta del nuovo Segretario che guiderà il Partito nei prossimi 4 anni. Anche a Seveso stiamo organizzando i seggi per l'occasione.  Siamo l'unico Partito in Italia che con delle elezioni aperte a tutti i cittadini sensibili ai valori e al contesto sociale economico e politico del momento, vogliono indicare con il proprio voto il rappresentate Nazionale del Partito Democratico.
Gl'iscritti al Partito hanno indicato con il loro voto tre candidati

Questo processo che si chiama Congresso ed è laborioso oltre che impegnativo è il prodotto o se volete l'evoluzione di una sollecitazione storica iniziata dagli anni 90 Dove la crisi dei Partiti tradizionali  e la ricerca di riforme  Istituzionali e di modalità diverse nel costruire il rapporto tra cittadini e rappresentanza è purtroppo l'incompiuto dei giorni nostri. Incompiuto e ritardi che i fatti hanno già superato abbondantemente negli effetti e nelle cure mai attuate di contrasto.  Il Partito Democratico  è il frutto, magari ancora acerbo,  di questa storia Italiana. L'elezione diretta del Segretario era e rimane il tentativo onesto e coscienzioso di contribuire per il nostro pezzo a provare a ridefinire la democrazia rappresentativa nel passaggio da "una repubblica dei partiti" a una "repubblica dei cittadini". 

Questo è il cammino che ci aspetta e che coinvolge tutti coloro che davanti alla crisi della democrazia non si arrendono. Non possiamo essere indifferenti a fenomeni crescenti di astensione elettorale e all'apoteosi del voto di protesta senza temere i rischi che oggi oggettivamente si manifestano ma che non tutti sono in grado di vedere.  "Vi sono ormai in tutti i partiti uomini seriamente preoccupati  del futuro della democrazia Italiana e convinti di ridefinire i meccanismi del suo funzionamento". Scriveva Pietro Scoppola in "La repubblica dei Partiti" del 1991.  Siamo nel bel mezzo del profondo dei nostri mali. Siamo ancora qua ma non possiamo mollare.  Ci sono indubbiamente questioni di mentalità e di cultura  e non solo problemi Istituzionali. Ma non possiamo mollare. 

Partecipa alla primarie del Partito Democratico  3 marzo 2019


PARCHEGGI A SEVESO: L’ENNESIMA TASSA CHE COLPISCE I CITTADINI

Abbiamo appreso di questo nuovo e rivoluzionario sistema di pagamento dei parcheggi a Seveso. Un sistema che altrove esiste da anni. Non lo ...