Come dire, non tutto il male viene per nuocere.
Ricordate la vicenda di Lodi. Quando a settembre l'Assessore Leghista alle politiche sociali del Comune di Lodi ha impedito ai bambini immigrati di pranzare alla mensa scolastica e di fruire dei servizi di scuolabus come da Regolamento. Un Regolamento redatto sotto i fumi della non conoscenza, dell'inconsistenza civile e della totale discriminazione. Tutto l'opposto di quello che è la nostra civiltà Europea.
Ai figli di famiglie straniere era stato chiesto di produrre documentazione certificata dai Paesi di provenienza, come se fosse semplice tornare in Paesi, inoltre dove spesso non c'è anagrafe , catasto e possibilità di farsi autenticare gli atti. Una violenza gratuita senza precedenti considerato che i Paesi di provenienza sono per molti luoghi di guerra e di miseria.
Dopo l'indignazione civile delle mamme Italiane di Lodi, dopo la protesta e la domanda di riscatto civile e l' epilogo della vicenda finita in Tribunale.
Apprendiamo che l'Assessora Leghista si è dimessa.
La ringraziamo, grazie al suo agire, abbiamo scoperto che nella nostra Comunità è ancora presente la realizzazione umana e civile, che questo segno di distintivo di progresso e evoluzione culturale ha prevalso alla rozzezza.
Gianluigi Malerba
sabato 29 dicembre 2018
martedì 25 dicembre 2018
AUGURI DAL CIRCOLO

AL MONDO CHE CAMBIA
ALL'ITALIA BELLA
ALLA LOMBARDIA OPEROSA
ALLA BRIANZA SOLIDALE Auguri SEVESO
domenica 16 dicembre 2018
IO NON TI CACCIO MA TI PARLO
La forza di un grande
Partito come quello Democratico stà nella capacità di evolversi e
rigenerarsi periodicamente in un sano perché regolamentato e alla
luce del sole, processo democratico, di confronto e scelta di linea
politica. Questo processo si chiama Congresso. Un Congresso
trasparente e aperto a tutti coloro che vicini ai valori del Partito
ci vogliono attivamente partecipare. Non siamo mai stati il Partito
personale di nessuno (eppur ci sono il partito di Salvini, quello di Casaleggio, quello di Berlusconi) e mai lo saremo. Questo oggi può apparire la
nostra debolezza ma è senza presunzione la grande forza a baluardo e
difesa del sistema democratico del Paese Italia.
Gli uomini e le donne che
in nome del Partito ricoprono ruoli di rappresentanza e
responsabilità Istituzionali sono al servizio della comunità che
rappresentano non certo del Partito. Il Partito è lo strumento da
cui ricavare, se ritenuto necessario, progettualità pensiero e
valore, ovviamente questa potenzialità varia nel tempo perché nel
tempo varia la somma dell'espressione individuale di chi vi
partecipa.
Dico questo per far
comprendere meglio quello che dico in seguito.
Nella nostra città un
nuovo Sindaco è stato eletto con il voto della gente (singoli
cittadini elettori non del popolo), questo è; il Sindaco uscente non
è stato semplicemente rieletto non è stato “cacciato” come
spregiudicatamente e incivilmente leggo su un post del partito
dell'attuale Sindaco (non esiste il borgomastro ).
Le parole hanno sempre un
significato e una forza, ecco perché mi permetto di deprecarle.
Nello stesso post si
osanna il tanto fatto, in poco tempo e si rincara dicendo che “i
cittadini di Seveso hanno cacciato la peggior amministrazione di
tutti i tempi”. Mamma mia quanta arroganza e supponenza. Io intanto
credo che ogni Sindaco chi di più chi meno e poi dipende dai punti
di vista (che vanno sempre rispettati) qualcosa di buono faccia
sempre per la città che è chiamato ad amministrare. Guarda un po'.
Se si è potuto
affrontare da subito un progetto di sicurezza per circa 100mila euro
significa che è stato lasciato un bilancio ordinato e capiente. Poi
ogni scelta è legittima. Ne valuteremo gli effetti senza pregiudizi
e timori ma sulla base di numeri e fatti. Sappiamo però che sul mito
della sicurezza si sono costruite fortune elettorali giocate più sul
metter paura che sull'onesta lettura degli avvenimenti. Intanto
osservando il Governo Nazionale constato che purtroppo siamo ad un
bivio tra crescita (consolido di quella raggiunta) e declino, con una
legge di Bilancio paurosamente non ancora definita e approvata. Il
casino è tale che alla fine le furbate comunicative si esauriranno
o si manifesteranno per quello che sono e allora non basterà più
salire su una ruspa o fare un tweet per invocare lo spauracchio della
sicurezza. Un tema quello della sicurezza che riconosco appieno ma è
una insicurezza prima di tutto economica , sociale, salariale,
assistenziale e civile che va affrontata.
Altra cosa è che noi del
Partito Democratico circolo di Seveso non intendiamo certo perderci
nell'inconsistente tema interramento delle ferrovie. Con varie
responsabilità si è perso 20anni in chiacchiere, ora che l'impegno
sia concreto ed efficace da parte di tutti e il Sindaco di Seveso
deve essere in prima linea affinché vengano costruiti passaggi
veicolari di attraversamento della ferrovia. Progetti a Sud con
Cesano Maderno sono in corso e bene ha fatto l'Amministrazione Butti
a favorirne l'esecuzione, ora si deve passare dai progetti alla
realizzazione, non perdiamo occasioni e mettiamo il massimo impegno
per intervenire anche in centro con buoni progetti e soluzioni.
Questa è la responsabilità del Sindaco attuale. Se intende
affrontarla con coraggio e determinazione noi ci siamo.
Il tema dell'adeguamento
infrastrutturale del Paese è una richiesta corale che viene
dall'industria da Imprese Artigiani Commercianti oltre che da tutti
i cittadini che per lavoro si spostano giornalmente. Non scherziamo e
non facciamo speculazioni politiche gratuite sul tema. L'web ha un
grande pregio di lasciare tracce nel tempo e ricordo le proposte
surreali di Amministratori Leghisti sul tema interramento.
Dall'attraversamento
delle ferrovie alla Pedemontana spingiamo insieme perché le opere
vengano fatte presto e bene e con serietà da parte di tutti.
Infine il mio plauso all
associazione dei Commercianti Sevesini all'offerta Natalizia messa in
campo in sinergia con l'Amministrazione. Questo mappamondo illuminato
al centro della Piazza è di ottimo auspicio è un segno di apertura
e dinamicità che contraddistingue le imprese del commercio.
I negozianti sanno che la
buona politica è quella che si apre e che va oltre gli steccati e i
confini. D'altronde se così non fosse e i commercianti di Seveso si
limitassero ai soli clienti di Seveso avrebbero già chiuso come le
molte Imprese Italiane che al mercato Europeo e Globale offrono le
loro merci. Ma per farlo serve avere al loro fianco un Governo serio e
competente e guarda caso qualche segno di preoccupazione lo stanno manifestando.
Gianluigi Malerba
segretario circolo di Seveso
domenica 9 dicembre 2018
BACHECA DEL CIRCOLO
Lunedi 10 in Piazza a MONZA alle 18.30 per il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, insieme a tante realtà, organizzazioni e associazioni che hanno scelto di esserci.
Mercoledi 12 Assemblea Provinciale aperta "Verso il Congresso 2019" ore 21,00 Seregno
Giovedi 13 a Seveso Pizzeria OsoleMio serata di Buone Feste aperta a tutti i simpatizzanti del Circolo di Seveso .
Mercoledi 12 Assemblea Provinciale aperta "Verso il Congresso 2019" ore 21,00 Seregno
Giovedi 13 a Seveso Pizzeria OsoleMio serata di Buone Feste aperta a tutti i simpatizzanti del Circolo di Seveso .
mercoledì 5 dicembre 2018
IN VISTA DEL CONGRESSO LA VOCE DELLA BASE
di Anita Argiuolo Consigliere Comunale Seveso
#lavocedellabasepd
"IO CHIEDO UNITÀ
NEL PD NAZIONALE.
Attenzione alla disoccupazione giovanile
Giovani che senza lavoro non possono darsi un futuro.
Investimenti nella crescita per il lavoro.
E attenzione alle famiglie in difficoltà.
Trovare una possibilità d' inserimento per gli immigrati.
Non bisogna solo accoglierli ma creargli un percorso per inserirli nella nostra società.
Ognuno di noi può esprimere nei congrEssi
La propria opinione
E poi ci sarà... un vincitore alle primarie.
Ma le Persone che avranno perso non devono remare contro
Ma trovare la convergenza nelle idee e nei proponimenti che il PD DOVRÀ FARE.
Quindi chiedo a gran voce.
UNITÀ ...UNITÀ ...UNITÀ."
LA VOCE DELLA BASE
In prossimità del Congresso trovo giusto che chiunque tesserato e simpatizzante del Partito Democratico voglia far sentire la sua voce, lo possa fare nel modo più ampio e pubblico possibile. Ecco perché questo spazio è a disposizione per ospitare I vostri scritti.
Il Primo che volentieri pubblichiamo è di Luca Mazza:
#lavocedellabasepd
Io vi avviso che è lungo, ma dato che era da un po’ che non scrivevo di politica e che ultimamente ne sto discutendo spesso con alcune persone...
Il Primo che volentieri pubblichiamo è di Luca Mazza:
#lavocedellabasepd
Io vi avviso che è lungo, ma dato che era da un po’ che non scrivevo di politica e che ultimamente ne sto discutendo spesso con alcune persone...
1. Lo scontro sulla Legge di Bilancio tra governo italiano ed Unione Europea non dovrebbe essere una sorpresa. La costruzione dell’identità su cui si basa la dicotomia “Noi” e “Loro” passa anche da questa fase. La narrazione che ci verrà offerta, qualora le cose dovessero andare male, è che “Noi” ci avevamo provato ma “Loro” (l’Unione Europea) ce l’hanno impedito. E poco importa che ad aver preso le più intransigenti siano stati gli alleati nazionalisti di Salvini. Andando oltre a questo elemento che dovrebbe essere evidente, il vero punto di interesse è l’azzardo che permea la manovra. A Roma, la convinzione è che a maggio ci sarà una Commissione Europea più prona ad accogliere la legge di bilancio espansiva di questo governo. Il problema è che ad oggi, per quanto in forte crescita, le forze nazionaliste ed anti-europeiste si stima possano contare su non più del 25% dei seggi. Questo dato è ben distante dai numeri necessari per poter influenzare la formazione della CE che, probabilmente, sarà eletta coi voti di PPE e PSE come avviene da anni. Un altro problema, accennato sopra, è il fatto che non sia per nulla scontato questo cambio di sentimento nei confronti del nostro governo. La peculiarità dei nazionalismi (banalmente) è proprio quella di mettere davanti a tutto gli interessi della propria nazione e rischiare di trovarsi a dover fronteggiare una nuova crisi a causa dell’Italia (riconosciuta un po’ ovunque come potenziale punto di inizio di una nuova crisi economica sistemica) va contro gli interessi dei nazionalisti.
2. Di Cara di Mineo si è sentito parlare troppo poco, eppure quanto sta accadendo lì dovrebbe essere alla base di una riflessione sull’operato dell’attuale Ministro degli Interni nel corso degli ultimi mesi. Nel silenzio più o meno generale, abbiamo assistito a: tagli ai fondi destinati all’accoglienza; una riduzione delle procedure per l’ottenimento della protezione umanitaria; una diminuzione degli strumenti e dei mezzi volti a garantire l’inclusione e l’integrazione dei migranti. Queste decisioni formano un disegno ben preciso con due finalità. La prima, più immediata, è quella di rafforzare uno scontro identitario tra gli italiani e gli stranieri. Le politiche identitarie, infatti, sono una delle colonne portanti della Lega sin dai suoi albori. Se prima il nemico da cacciare era il terrone, oggi si tratta dell’immigrato clandestino.
La seconda invece richiede più tempo per mostrare i propri effetti: le conseguenze di queste decisioni, infatti, sono le basi per far sì che le profezie che dipingono i migranti come una minaccia per la sicurezza e per la salute diventino realtà e sfruttarne i benefici elettorali.
Sarebbe bene tracciare una linea tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è. La mia modestissima opinione è che speculare sulle vite dei disperati, aumentare l’odio di un gruppo di persone nei confronti di chi è diverso e lo speculare su potenziali tragedie sia una pratica inaccettabile ed inumana. È necessario trovare il modo di veicolare il rifiuto di questa politica in maniera netta ed inequivocabile.
La seconda invece richiede più tempo per mostrare i propri effetti: le conseguenze di queste decisioni, infatti, sono le basi per far sì che le profezie che dipingono i migranti come una minaccia per la sicurezza e per la salute diventino realtà e sfruttarne i benefici elettorali.
Sarebbe bene tracciare una linea tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è. La mia modestissima opinione è che speculare sulle vite dei disperati, aumentare l’odio di un gruppo di persone nei confronti di chi è diverso e lo speculare su potenziali tragedie sia una pratica inaccettabile ed inumana. È necessario trovare il modo di veicolare il rifiuto di questa politica in maniera netta ed inequivocabile.
3. A costo di sembrare pedante ed anacronistico, io continuo ad essere fermamente convinto che una minaccia di recrudescenze fasciste sia concreta. Il modo in cui questo governo ha occupato i centri di potere e ha cercato di accentrare le decisioni in capo a sé stesso non può essere ridotto ad una semplice pratica di spoil system, giacché il tentativo di subordinare il CONI all’esecutivo è una decisione che credo sia senza precedenti. Anche il cambio del presidente dell’agenzia aerospaziale italiana, fresco di rielezione, appare quanto meno controverso e non trova giustificazione su alcun piano se non su quello di piazzare una persona amica in un organo influente.
È inaccettabile, inoltre, che qualunque organo statale o para-statale che non ricada sotto la diretta giurisdizione dell’esecutivo qualora esprima una posizione avversa a quelle del governo venga sfidato a candidarsi o a tacere perché non eletto dal popolo.
Vorrei ricordare che la democrazia non si fonda esclusivamente sul principio del voto in quanto espressione della volontà popolare, ma anche sui principi di pluralità, rispetto e garanzia per le minoranze e le opposizioni. Qualora venisse a mancare anche solo uno di questi elementi, la strada verso la democrazia illiberale sarebbe in discesa. E temo che un piccolo passo alla volta, noi quella discesa la si stia imboccando.
È inaccettabile, inoltre, che qualunque organo statale o para-statale che non ricada sotto la diretta giurisdizione dell’esecutivo qualora esprima una posizione avversa a quelle del governo venga sfidato a candidarsi o a tacere perché non eletto dal popolo.
Vorrei ricordare che la democrazia non si fonda esclusivamente sul principio del voto in quanto espressione della volontà popolare, ma anche sui principi di pluralità, rispetto e garanzia per le minoranze e le opposizioni. Qualora venisse a mancare anche solo uno di questi elementi, la strada verso la democrazia illiberale sarebbe in discesa. E temo che un piccolo passo alla volta, noi quella discesa la si stia imboccando.
4. Seppur con ritardo, penso valga la pena sottolineare un altro elemento che riguarda una parte della maggioranza del governo gialloverde. Quando fu modificato il decreto fiscale con l’inserimento del condono, Di Maio parlò di una manina. La cosa fece clamore (e fu oggetto di ilarità) ma evidenzia come all’interno di M5S ci siano sempre stati i prodromi della paranoia che colpisce il potente. La sfiducia dimostrata da questo movimento nei confronti delle istituzioni e dei poteri costituiti, infatti, ricorda da vicino la paranoia del potente che non può e non vuole fidarsi di nessuno. Quando le cose vanno male, il paranoico è pronto a giurare che qualcuno lo abbia sabotato e gli abbia impedito di raggiungere l’obiettivo che si era preposto. Se a questo si affianca la convinzione di essere speciali (in questo caso speciali perché supposti portavoce dell’intero popolo), la sensazione di paranoia cresce a dismisura portando a cercare nemici anche dove non esistono.
5. Per concludere, mi occuperò dell’altra metà del cielo politico. Constato con amarezza che la sinistra italiana sia talmente autoreferenziale e piegata su sé stessa da rendere la possibilità di un’implosione sempre più concreta.
Potere al Popolo si è scisso a poco meno di un anno della sua nascita a causa di divergenze tra la loro leadership e quella di Rifondazione.
Liberi e Uguali si è sciolto a causa di prospettive politiche divergenti: MPD guarda in casa PD, in attesa di capire se ci siano o meno le condizioni per poter tornare indietro, mentre Sinistra Italiana e il gruppo di Grasso guardano verso Potere al Popolo per rilanciare nuovamente la Cosa di Sinistra.
Se Atene piange, Sparta non ride. Il PD, dopo il quattro marzo, è entrato in uno stato catatonico che ha allungato a dismisura i tempi del congresso (che dovrebbe essere a marzo). Ad oggi, sappiamo per certo che i candidati siano sette. Questo, apparentemente, dovrebbe essere un segnale positivo ma, in realtà, è l’esatto opposto. Un numero di candidati così elevato è l’ennesima dimostrazione (se ce ne fosse stato bisogno) di quanto il PD sia diviso in correnti e della volontà di arrivare (per l’ennesima volta) ad una conta interna per stabilire chi abbia il maggior peso elettorale e quindi possa controllare il partito.
Nel frattempo, la partita fondamentale per le europee del 2019 si avvicina sempre più rapidamente e non è chiaro quale sia la linea del PD (ammesso e non concesso che ne abbia una).
Potere al Popolo si è scisso a poco meno di un anno della sua nascita a causa di divergenze tra la loro leadership e quella di Rifondazione.
Liberi e Uguali si è sciolto a causa di prospettive politiche divergenti: MPD guarda in casa PD, in attesa di capire se ci siano o meno le condizioni per poter tornare indietro, mentre Sinistra Italiana e il gruppo di Grasso guardano verso Potere al Popolo per rilanciare nuovamente la Cosa di Sinistra.
Se Atene piange, Sparta non ride. Il PD, dopo il quattro marzo, è entrato in uno stato catatonico che ha allungato a dismisura i tempi del congresso (che dovrebbe essere a marzo). Ad oggi, sappiamo per certo che i candidati siano sette. Questo, apparentemente, dovrebbe essere un segnale positivo ma, in realtà, è l’esatto opposto. Un numero di candidati così elevato è l’ennesima dimostrazione (se ce ne fosse stato bisogno) di quanto il PD sia diviso in correnti e della volontà di arrivare (per l’ennesima volta) ad una conta interna per stabilire chi abbia il maggior peso elettorale e quindi possa controllare il partito.
Nel frattempo, la partita fondamentale per le europee del 2019 si avvicina sempre più rapidamente e non è chiaro quale sia la linea del PD (ammesso e non concesso che ne abbia una).
Non ho mai fatto mistero del fatto che il PD sia un partito ormai morente e che la sua scomparsa sia ormai inevitabile (e proprio le Elezioni Europee potrebbero rappresentare il punto di non ritorno per un progetto mai decollato veramente). Quando succederà, sarà necessario ripensare la sinistra e cosa debba rappresentare. Dopo il crollo del Muro, ci si è convinti che la risposta ai problemi fossero posizioni convergenti verso il centro dello spettro politico e la fiducia totale nell'economia. Abbiamo visto ciò rispettivamente nella "Terza Via" proposta da Blair e nella presidenza di Clinton negli Stati Uniti (Famosissimo il motto "It's the economy, stupid!"). I risultati, purtroppo, li abbiamo davanti agli occhi oggi. È necessario uscire da questa impasse politica ed identitaria in cui siamo bloccati. È arrivato il momento di tornare ad offrire una visione politica, culturale ed ideale del mondo che non si limiti all'inseguimento dell'immediato tornaconto elettorale. Per fare ciò, potrebbe valer la pena cercare di stabilire con le altre sinistre europee un programma minimo comune su alcuni temi (lotta alla povertà, temi ambientali e politiche sociali) che diano una spinta sia a livello nazionale, sia a livello europeo in cui la dimensione sociale è ancora in secondo piano. Il processo non sarà né corto, né facile (stimo che soltanto in Italia ci vorrà un decennio prima di riuscire ad avere una nuova classe dirigente formata e all'altezza) ma perseverando e guardando agli esempi positivi vicini a noi (Spagna e Portogallo), riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo. O, almeno, un uomo può sperare.
domenica 2 dicembre 2018
AL VIA IL TESSERAMENTO ON LINE IN VISTA DEL CONGRESSO
"Un Congresso per stupire l'Italia"L'intervento di Maurizio Martina all'Assemblea nazionale - Partito
ll Congresso del Partito Democratico non è un fatto interno ma un esercizio importante di aggiornamento del pensiero e del programma politico che distinguerà il Partito nei prossimi anni. Partecipa anche tu a questa esperienza di Democrazia. Se non sei iscritto, l'iscrizione online dal 3 al 21 Dicembre ti consente di partecipare alla preselezione delle candidature e delle relative linee programmatiche. Il 3 marzo 2019 una platea ampia fatta di tesserati e simpatizzanti, cittadini che credono in una politica diversa andranno al voto per eleggere il Segretario e l'Assemblea Nazionale.
ll Congresso del Partito Democratico non è un fatto interno ma un esercizio importante di aggiornamento del pensiero e del programma politico che distinguerà il Partito nei prossimi anni. Partecipa anche tu a questa esperienza di Democrazia. Se non sei iscritto, l'iscrizione online dal 3 al 21 Dicembre ti consente di partecipare alla preselezione delle candidature e delle relative linee programmatiche. Il 3 marzo 2019 una platea ampia fatta di tesserati e simpatizzanti, cittadini che credono in una politica diversa andranno al voto per eleggere il Segretario e l'Assemblea Nazionale.
sabato 1 dicembre 2018
Giornata mondiale contro l'Aids.
Dal Consiglio Regionale Lombardo:
BOCCI (PD): “GALLERA ANNUNCI L'INIZIO DELLA DISTRIBUZIONE GRATUITA DEI PRESERVATIVI PER I GIOVANI”
venerdì 23 novembre 2018
lunedì 19 novembre 2018
Risultati congressi di circolo, provinciale e regionale
(Gianluigi Malerba)
Domenica 18 novembre si è svolto il congresso di circolo, preambolo delle votazioni per l'elezione del segretario di circolo, del segretario provinciale e regionale.
Buona la partecipazione alle varie fasi congressuali. Al mattino la discussione si è aperta con un'analisi del segretario uscente, Roberto Fumagalli, sui principali avvenimenti degli ultimi 5 anni. Partendo dalla situazione internazionale e arrivando fino alle tematiche di circolo.
E' seguito l'intervento di Gianluigi Malerba, candidato segretario di circolo, che ha descritto le linee programmatiche del suo mandato e presentato brevemente gli altri membri del direttivo con cui ha diviso sia la sua candidatura che gli obiettivi.
Il direttivo sarà composto da Cappelletti Ersilia, Cattaneo Liliana, Patrizio Monica, Puppo Patrizia, Barella Andrea, Barison Daniele, Pollicoro Giuseppe e Weza Christin. Più della metà del direttivo è alla prima esperienza.
A seguire sono state presentate le candidature dei segretari provinciali (Delle Cave e Virtuani) e dei segretari regionali (Comincini e Peluffo).
Il segretario uscente ha segnalato l'incremento dei tesserati (record dal 2014). Ma il numero non è l'unico elemento positivo. Rispetto agli ultimi anni è aumentata la partecipazione attiva dei tesserati alle varie riunioni e, senza nulla togliere a chi fa la tessera come "identificazione positiva in un'idea politica", sono aumentate le persone che dedicano tempo all'attività politica.
Questi i risultati delle elezioni:
Nuovo segretario di circolo: Gianluigi Malerba.
Nuovo segretario provinciale: Pietro Virtuani eletto con il 69,1% dei votanti.
L'altro candidato, Delle Cave, ha raggiunto il 30,9%.
Due membri del nostro circolo, Patrizio Monica (Virtuani) e Daniele Barison (Delle Cave) entrano nell'assemblea provinciale.
Nel nostro circolo invece Virtuani è stato votato da 16 tesserati (53,3%) mentre Delle Cave da 14 tesserati (46,7%).
Nuovo segretario regionale: Vinicio Peluffo eletto con il 57,0% dei votanti.
L'altro candidato, Comincini, ha raggiunto il 43,0%.
Nel nostro circolo Peluffo è stato votato da 23 (65,7%) cittadini mentre Comencini da 12 (34,3%).
In ogni votazione si è registrata almeno una scheda bianca/nulla.
Per una visione dei risultati, riferita all'intera provincia di Monza e Brianza, rimandiamo alle tabelle presenti alla fine dell'articolo
Da segretario uscente l'augurio di buon lavoro a tutto il direttivo. So che la parte più giovane del direttivo deve integrarsi in un nuovo ruolo. Ma proprio voi avete la capacità di proiettare il PD Seveso verso il futuro. Il vostro entusiasmo, la vostra voglia di fare saranno lo stimolo giusto per chi ha qualche capello bianco (sinonimo di saggezza) in più.
Un saluto a tutti coloro (Tesserati, Simpatizzanti, Cittadini) che ho conosciuto in questi anni. Chiaramente io ho una precisa idea politica ma mi ha fatto piacere confrontarmi con tutti, anche con i Cittadini che hanno un'idea diversa dalla mia. Grazie anche a Voi.
Le mie scuse al Sindaco, Paolo, per tutte le discussioni che ci sono state in 5 anni: sicuramente qualche volta ho esagerato.
Ma anche quando avevamo idee diverse la mia stima nei tuoi confronti non è mai mancata.
Grazie al PD per avermi scelto, come segretario, 5 anni fa. Sono stati 5 anni belli che mi hanno insegnato molto. E grazie ad Antonio che 5 anni fa era mille volte più bravo di me nei vari aspetti della politica. Spero di averlo superato in alcuni campi!
Rispondo al suo posto: "in campo agricolo!"
Roberto Fumagalli
Risultati segretaria provinciale (Monza e Brianza) divisi per circoli
Risultati segreteria regionale divisi per circoli della provincia di Monza e Brianza
domenica 18 novembre 2018
Il Movimento cinque stelle oscura il lavoro dei bambini
Da
diversi anni varie amministrazioni della zona organizzano progetti scolastici
in cui i bambini vengono coinvolti in iniziative ambientali come il “Green
Week” che si sta svolgendo in questi giorni a Seveso.
I
bambini hanno lavorato insieme ai loro insegnanti per preparare questa
iniziativa di tutela ambientale. Ma nel manifesto pubblicitario della “Giornata dell'albero” non sono stati messi i nomi di tutte le classi che hanno partecipato a
questo progetto.
Invece
constatiamo tristemente che, al posto dei nominativi delle classi che hanno approfondito l'argomento, l’amministrazione
leghista ha scelto di far apparire il nome del “Movimento 5 stelle”: pura
propaganda politica.
Con
tutte le precedenti amministrazioni le iniziative scolastiche non hanno mai
avuto colore politico. La buona politica non usa i bambini, la buona politica
stimola la partecipazione giovanile, insegnandogli il rispetto della
natura e delle istituzioni.
La
brutta politica invece usa i bambini per farsi pubblicità.
Leggere
il nome “Movimento cinque stelle” su un’iniziativa scolastica, evidenzia l’incapacità
di Lega e Cinque Stelle di capire dove i partiti politici si devono fermare.
Roberto Fumagalli
sabato 17 novembre 2018
Segreteria provinciale: lista "Partito, Brianza, Futuro" (Pietro Virtuani)
Partito, Brianza, Futuro
Candidato a segretario provinciale: PIETRO VIRTUANI
1. Introduzione
2. Un’idea di Partito
3. Un’idea di Brianza
4. Un’idea di Futuro
Partito, Brianza, Futuro
1. Introduzione
Cinque anni fa ho avuto l’onore di essere eletto Segretario provinciale e di guidare la Federazione di Monza e Brianza per questi cinque anni. Sono stati gli anni della prima esperienza di governo del nostro Partito, della Brianza amministrata a larghissima maggioranza dal PD, gli anni in cui abbiamo cercato di essere una comunità politica coesa e utile al nostro territorio e al nostro paese. Sono stati anni belli e faticosi, trascorsi frequentando i circoli del nostro partito, incontrando amministratori e militanti, rivendicando le priorità del nostro territorio (dall’impegno a fianco delle crisi aziendali, all’attenzione al tema delle infrastrutture e trasporti, dalla gestione dei servizi pubblici locali sui quali fare rete nel nostro territorio, alla lotta per la tenuta della Provincia in una fase di grandi cambiamenti) e cercando di trasformare alcuni temi brianzoli in temi nazionali. Sono stati anni in cui abbiamo colorato la nostra Provincia di tantissime iniziative, perché siamo sempre stati convinti che l’approfondimento fosse la miglior propaganda, che la discussione fosse il valore aggiunto del PD, che il confronto fosse l’unica strada possibile per arrivare a una decisione consapevole e condivisa. Sono stati anni in cui abbiamo continuato il lavoro prezioso di radicamento e rappresentanza della società brianzola, attraverso il contatto con le tantissime belle storie che ci sono in Brianza, quelle dei suoi lavoratori, dei suoi artigiani, dei suoi volontari, dei suoi imprenditori, dei suoi amministratori locali. Sono stati anni in cui abbiamo affrontato le difficoltà di un calo di iscritti che non si arresta, di rotture e lacerazioni nazionali che hanno pesato anche qui, di una riduzione drastica delle risorse a disposizione; abbiamo cercato di far fronte e di lavorare per l’unità, di trovare nuove strade, di formare una cultura politica e una classe di amministratori e segretari di circolo preparati e coesi. Sono stati anni in cui ci siamo impegnati a essere un Partito vero anche in questo nostro tempo, così segnato dall’individualismo e dalla disintermediazione, dall’antipolitica e dalla crisi dei corpi intermedi. Mi ricandido a segretario per un nuovo mandato, forte dell’esperienza acquisita e delle tantissime cose che ho imparato, insieme a tantissime persone straordinarie che ho avuto modo di conoscere in questi anni e alle quali chiedo di fare ancora un pezzo di strada insieme. Lavoreremo confrontandoci e ascoltando sempre i nostri iscritti, i nostri amministratori e i nostri eletti; lavoreremo in tanti, all’interno di una Federazione provinciale rinnovata, guidata da una Segreteria e da una Direzione plurale, coesa, autorevole e disponibile, che sappia rappresentare e coinvolgere le tantissime belle storie che nei nostri circoli e nei nostri comuni il Partito democratico ha saputo far nascere e intercettare.
2. Un’idea di Partito
Un partito è una passione organizzata. Senza passione politica, non c’è impegno che tenga. Non è retorica, è solo un modo di voler fare le cose.
Cultura
Serve innanzitutto radicare una vera cultura democratica, la cultura dei riformisti del XXI secolo, aggiornata al tempo della vittoria dei sovranisti-populisti e della necessità di riconnetterci verso larghi strati della popolazione che oggi non credono in noi. Oggi molte persone non vedono nelle proposte del PD una soluzione ai loro problemi: non sognano con noi, non cercano in noi le risposte ai problemi che vivono e sentono, non guardano al PD come a un interlocutore e uno strumento di rappresentanza. La soluzione non è cambiare nome, ma partire dai nostri valori e avere il coraggio di provare a fare un lavoro sul medio-lungo periodo di coinvolgimento delle persone intorno alle nostre proposte. Noi non siamo quelli di “uno vale uno”, non siamo il megafono dei cittadini: siamo quella parte della società italiana che crede nel lavoro, nel merito, nella solidarietà, nella scienza, nella cultura, nei diritti. Siamo orgogliosi delle nostre idee, ma siamo anche umili e pronti ad ascoltare, comprendere, capire. Tanto sul piano nazionale, quanto su quello locale, serve che il PD sia sempre più riconoscibile con parole semplici e chiare, anche immediate: quelle che però discendono da una visione del mondo e della società, dall’orizzonte verso il quale ci proponiamo di incamminarci e di condurre il nostro paese e il nostro pianeta, che si diffonda e sappia farsi egemone e conquistare tantissimi cittadini, elettori e mlitanti. E serve anche confermare l’impegno verso il progetto del Partito democratico: la casa dei riformismi, la sintesi delle tradizioni politiche più nobili della sinistra e del centro del nostro paese, la volontà di un progetto che dal pluralismo arrivi a una sintesi e su questa costruisca una nuova identità capace di conquistare una larga parte della società italiana, nonché di essere quel fattore unificante all’interno del nostro Partito dal quale discende la coesione e il senso di unità interno.
Organizzazione
Per arrivarci, occorre una organizzazione del PD ripensata al nostro tempo. L’essere l’unica forza democratica e ancora radicata sul territorio non è solo un tratto di orgoglio, ma è soprattutto una opportunità che non sfruttiamo fino in fondo.
Occorre ridare autorevolezza agli organismi dirigenti, coinvolgendo in essi persone rappresentative, di provato valore, che pensano con la loro testa e che hanno in mente il bene del PD; chiedendo una mano diretta ai tanti amministratori che sul territorio sono riconosciuti e possono dare tantissimo alla crescita del PD; riconoscendo un ruolo a quanti hanno ricoperto incarichi importanti e oggi possono arricchirci con la loro esperienza; pervenire a una organizzazione più orizzontale e scelta dal basso, strutturando le tre zone della nostra provincia, aumentando le occasioni di incontro e lavoro comune dei circoli, lavorando concretamente come diciamo spesso che dovremmo fare: sentendo cioè il problema del comune vicino come un nostro problema, come in effetti spesso è. Occorre pensare a nuove forme di finanziamento al PD, perché molti circoli fanno sempre più fatica ad avere una sede e fare attività sul territorio: sostenere concretamente le feste, aiutare quei comuni in cui si può riprendere a organizzarle, sperimentando nuove forme di fundraising che ancora non abbiamo tentato (avvalendoci delle capacità di esperti del settore), provando laddove possibile a trasformare il patrimonio a disposizione del partito, oggi centro di spesa spesso sottoutilizzato, in centro di guadagno (dove è possibile, a seconda delle possibilità) e in luogo di incontro e di riferimento del quartiere. La forza del PD è tanto nei suoi amministratori quanto nei suoi militanti; l’impegno negli enti locali e nei circoli, l’esperienza amministrativa e l’esperienza nel Partito. Questi due aspetti sono le due facce della stessa medaglia, cioè della passione politica e dell’adesione ai valori democratici. Sono due facce che devono necessariamente stare insieme e che devono arricchirsi insieme: da un lato i temi amministrativi e le battaglie condotte dai nostri sindaci devono diventare sempre più patrimonio comune di tutto il popolo del PD, dall’altro gli amministratori devono essere sempre più protagonisti della vita del Partito.
Formazione
Allora, oltre che coesione e solidarietà, serve formazione: tanto sui temi amministrativi quanto su quelli organizzativi. Temi amministrativi: la scuola promossa in questi anni è stata una esperienza positiva per quanti l’hanno frequentata; è sicuramente un progetto da riprendere e potenziare, perché bisogna rafforzare il nostro tratto distintivo di essere un Partito animato da un’ottima classe di amministratori, perché è l’occasione per conoscersi, confrontarsi e fare gruppo, perché ci consente quel passaggio di conoscenze e cultura che permette il rinnovamento e il coinvolgimento di persone nuove. Allo stesso tempo, occorre un percorso formativo costante rivolto ai segretari e ai gruppi dirigenti del Partito: dall’utilizzo dei nuovi media alla capacità di gestire un gruppo per chi è più nuovo e sta prendendo familiarità con il nuovo incarico, da come si affrontano le campagne elettorali a momenti di approfondimento sui bisogni del territorio e su come preparare insieme una risposta.
Coraggio
Quello di cui abbiamo bisogno è di essere in sostanza più coraggiosi e di provare a pretendere un po’ di più da noi stessi: avendo fiducia nelle nostre capacità, con il coraggio di metterci in gioco, di non limitarci a gestire l’ordinario ma di sperimentare nuove strade. Coinvolgere nuovi iscritti e richiamare quelli che non vogliono più partecipare, costruire iniziative politiche che non si limitano a parlare ai soliti che ci sono sempre ma sono pensate e realizzate per arrivare al cuore dei problemi del nostro territorio, innalzare il livello del dibattito e dei nostri obiettivi, sfidare noi stessi, prenderci insieme il rischio che cambiamenti e innovazioni portano con sé, avere il coraggio di sperimentare perché per rilanciare il PD rinnovando la partecipazione e costruendo una cultura serve la capacità e l’ambizione di osare strade nuove.
3. Un’idea di Brianza
La Provincia di Monza e Brianza è la più urbanizzata d’Italia. In questi anni le nostre amministrazioni si sono fatte carico del problema, attuando (prima che intervenisse la regione con una legge che in realtà aggravava il problema) piani di sviluppo che riducevano il consumo di suolo. Il PD deve essere capace di rivendicare questo risultato, ma anche di renderlo come un tratto identitario, riconoscibile, nonché come uno dei temi in testa all’agenda dei cittadini della Brianza. Ma non solo. Serve che quando i cittadini brianzoli pensano al PD, lo associno subito a quel partito che si batte per la difesa e la valorizzazione del patrimonio ambientale, ossia per la salubrità dell’aria, per la mobilità sostenibile, per la mitigazione dell’impatto urbanistico delle infrastrutture, per la riduzione e il recupero massimo dei rifiuti, per la green economy; la Brianza del futuro deve respirare aria sana, fare dell’innovazione in campo ambientale un suo motore di sviluppo, essere il luogo in cui le sue storiche aziende pubbliche trovano nuove forme di collaborazione e unione tra loro: dopo l’ATO dell’acqua, riprendere il progetto di un ATO dei rifiuti che si costruisce dal basso, e valutare anche se è possibile immaginare sinergie tra i due settori.
Serve potenziare il trasporto pubblico, rivendicando le nostre prerogative all’interno dell’agenzia, a cominciare dal sistema degli autobus; oggi interi comuni non hanno collegamenti nei giorni festivi e fuori dagli orari delle scuole. Il TPL non è solo un sistema per evitare il collasso delle strade nel nostro territorio, ma è anche un diritto e un fattore di equità, perché può essere l’unica possibilità per quanti non hanno l’opzione con la mobilità privata. Allo stesso tempo, serve capire insieme alla città metropolitana e al comune di Milano quali nuovi servizi, dal car-sharing al bike-sharing possono essere estendibili a quella parte di Provincia più prossima; serve presidiare il tema delle infrastrutture, del prolungamento delle metropolitane, delle metrotramvie, della qualità del servizio dei treni dei pendolari.
La Brianza è una terra nella quale la cultura della sussidiarietà e la virtuosa collaborazione tra ente pubblico, associazionismo, volontariato e terzo settore ha prodotto modelli innovativi di risposta ai bisogni delle persone; dentro questo però non c’è solo un modello cui dare risposte ai cittadini, ma anche un’idea di futuro e una cultura che dobbiamo essere assolutamente capaci di rilanciare. Promuovere la cultura della sussidiarietà e della solidarietà delle persone, affermare quanto moderno sia costruire reti di protezione e controllo sociale.
La Brianza ha visto nascere al suo interno innovazioni che hanno saputo raggiungere tutto il mondo: dall’high-tech nel vimercatese, all’industria del design, alla centralità che ha ancora la meccanica nel nostro territorio. Tuttavia, abbiamo conosciuto in questi anni molti casi di chiusure e dislocazioni, rispetto alle quali la politica ha potuto ben poco, nonostante l’impegno da parte nostra tanto politico quanto nelle istituzioni, per difendere non solo l’occupazione ma una idea di territorio, di sviluppo economico e di società. Il nostro futuro non può essere quello di una grande zona dormitorio nella quale luoghi di lavoro vengono sostituiti progressivamente dai centri commerciali. La Brianza che immaginiamo è una Brianza che sa rifarsi operosa, produttiva e creativa, che sa attirare investimenti e offrire occasioni, che crea nuove reti e nuovi collegamenti tra il mondo del lavoro, il mondo della cultura e del turismo e quello della sostenibilità ambientale.
Tutto questo per dire che noi immaginiamo oggi una forte e coesa Brianza, collegata con Milano, con l’Europa, con il mondo. Il rapporto con la città metropolitana è cruciale, e proprio per questo serve rivendicare le nostre esigenze in termini di infrastrutture e priorità, avere la capacità di rafforzare sullo scenario lombardo le nostre realtà locali. Una forte Brianza capace di costruire un rapporto paritario con Milano e un suo protagonismo all’interno della Regione; una terra che riscopre se stessa, intorno ad alcuni luoghi simbolo e ad alcune tradizioni che diventano patrimonio di tutti. Allo stesso tempo, una forte e coesa Brianza passa attraverso un protagonismo della città di Monza, capoluogo della nostra Provincia, tanto in termini simbolici quanto nella capacità di diventare un punto di riferimento e un valore aggiunto per tutti i comuni della Provincia.
Una Brianza che sia anche terra di legalità e rispetto delle regole; le numerose inchieste che hanno colpito il nostro territorio hanno confermato una cosa nota da molti anni, ossia la presenza di infiltrazioni mafiose all’interno della nostra società, nonché di gruppi di potere, interesse, opacità. Occorre promuovere una cultura di legalità e rispetto delle regole, che faccia delle garanzia costituzionali un tratto distintivo, senza cedimenti a una cultura giustizialista che spesso ha indebolito le battaglie per la giustizia e il rispetto delle regole.
Dentro tutto questo percorso, gli amministratori del PD devono essere gli attori e i riferimenti principali; le amministrative devono essere il focus costante della Federazione provinciale, che deve supportare i comuni al voto attraverso formazione e consulenza nelle campagne elettorali, la realizzazione della strategia e la scelta dei temi della campagna, la coesione del circolo e la costruzione delle coalizioni, che in linea di massima si formano all’interno del perimetro di questi anni, ossia con un PD perno di una alleanza che coinvolge la sinistra di governo e si apre ai contributi di un mondo civico assolutamente prezioso e fondamentale per vincere e amministrare i nostri comuni. Questo l’impegno nei comuni, questo l’impegno nelle elezioni di secondo livello della Provincia, nella quale il PD intende continuare il percorso della lista “Brianza Rete Comune”, che prova a tradurre sul piano provinciale questa impostazione.
4. Un’idea di Futuro
Il Partito Democratico non può essere solo una forza responsabile e capace, chiamata a gestire l’ordinario. Il Partito democratico deve saper esprimere una visione di futuro, che si realizza attraverso una azione riformatrice capace di produrre un cambiamento reale. Solo così possiamo concretamente diffondere e declinare una cultura democratica, solo così possiamo tenere insieme prospettiva e concretezza, solo così possiamo praticare una azione politica che non venga percepita come calata dall’alto e distante dalla società. Il tempo in cui viviamo è un tempo attraversato da grande paura, da aspirazioni deluse, da una costante incertezza sui propri percorsi di vita; da un mondo del lavoro che cambia rapidamente, nel quale spariscono lavori e ne nascono continuamente di nuovi; nel quale i percorsi di vita tradizionali sono sempre più difficili da realizzare e sempre più diversificati; nel quale i flussi migratori premono su un occidente che va impoverendosi e chiudendosi; nel quale il grande sogno dell’integrazione europea, che avrebbe dovuto condurci verso gli Stati Uniti d’Europa, è in crisi e rischia di fallire; nel quale l’interconnessione e il flusso di informazione costante rischia di far perdere la profondità e la dimensione delle cose. Di fronte a tutto questo, il PD non può né essere il cantore acritico del futuro verso cui ci muoviamo, né rifiutare a priori il cambiamenti pensando che si possa tornare in una dimensione passata. Avere con sé il senso e l’orgoglio della propria storia non significa lavorare per la restaurazione, ma capire quanto di vivo ci sia ancora, avere uno sguardo critico e curioso sul presente, accogliere e integrare i cambiamenti dentro una visione di sviluppo. Farsi carico delle paure non significa assecondarle o cedervi, ma essere credibili nel proporre soluzioni e ricette. Serve innanzitutto ridare centralità e dignità al ruolo della politica. Nel momento in cui il sistema democratico vive una profonda crisi nella sua capacità di governare i processi e mantenere la coesione sociale, essere democratici significa invece scommettere sulla possibilità dei cittadini di riprendere in mano le redini del proprio destino, di discernere e scegliere con consapevolezza, di esercitare compiutamente il diritto di voto e soprattutto di avere partiti guidati al proprio interno da sistemi democratici, che siano strumenti di elaborazione e rappresentanza. Per questo, serve che il PD recuperi il suo rapporto, in crisi da decenni, con quella parte di ceti popolari e con i mondi comunemente identificati come “periferie” che oggi non vedono in noi un riferimento o uno strumento di cambiamento. Non si tratta solo, come spesso superficialmente si dice, di andarci più spesso e di portarci dirigenti di Partito; si tratta di fare un lavoro più profondo, che da un lato si declina in una rinnovata capacità di ascolto e dialogo, dall’altro in un vero lavoro di apertura e coinvolgimento diretto. Centralità e dignità al ruolo della politica passa anche attraverso un recupero del sano orgoglio di Partito; l’umiltà di riconoscere i propri i limiti e i propri errori è un elemento di forza, da tenere insieme all’orgoglio di chi siamo e alla volontà di dimostrare e affermare quanto sia fondamentale il PD per la tenuta democratica del nostro paese e per la difesa fondante dei valori della nostra Costituzione. Serve ridare centralità ai diritti dell’individuo all’interno di una dimensione collettiva. Il diritto al lavoro, come accesso alla cittadinanza; i diritti civili, facendo propri i più avanzati pensieri del neoumanesimo e della centralità della persona umana e dei suoi bisogni. La società, la comunità, non può che essere la dimensione che consente all’individuo dare secondo le sue capacità e di ricevere secondo i suoi bisogni, di veder riconosciuti i propri meriti e di poter provare a realizzare i propri desideri. Le innovazioni che il nostro tempo porta con sé possono costituire una straordinaria opportunità o essere un terribile rischio; compito della politica è porre realtà come l’internet delle cose, la sharing economy, i big data, al servizio del miglioramento della vita di tutti, e non della ricchezza di pochi privilegiati a fronte dell’impoverimento di tantissimi. Il life long learning non può essere solo una necessità per sopravvivere in un mercato sempre più competitivo e ristretto, ma un fattore di crescita personale e una opportunità da darsi a tutti per poter fronteggiare meglio le difficoltà del nostro tempo. Reinventare reti di protezione che non scadano nell’assistenzialismo ma siamo le molle verso cui ripartire è il compito di una sinistra moderna, che non rinuncia ai suoi valori ma trova concretamente le modalità per attuarli. Infine, il sogno europeo. L’Europa è stata innanzitutto un grande progetto di pace. Un progetto che è quanto mai necessario oggi, per salvaguardare la pace e ridare sovranità ai popoli dei paesi occidentali, che oggi incidono sempre meno nei processi internazionali a causa della dimensione troppo piccola degli Stati, nonché della sovranità sempre più debole sul territorio nazionale che non riesce a regolare una economia sempre più globalizzata. L’Europa è il campo dentro cui costruire un futuro di pace e democrazia. Le prossime elezioni europee sono decisive, perché siamo al bivio tra dissoluzione e rilancio del progetto europeo: il nostro Partito deve essere protagonista in un quadro europeo di una larga alleanza che affronti i populisti tanto in Italia quanto in Europa e lo faccia non all’insegna della difesa dello status quo, nel quale gli egoismi nazionali e una debolezza e distanza delle istituzioni europee prevalgono, ma all’insegna di un cambiamento radicale, che faccia dell’integrazione dei diritti e della solidarietà tra popoli e paesi i fattori di un rinnovato patto europeo.
***
Questo, in sintesi, l’impegno da qui al prossimo congresso. Un impegno che si sostanzierà in un rapporto costante con i nostri iscritti, con i nostri segretari di circolo, i nostri amministratori e i nostri eletti; un rapporto che verrà tenuto da una Federazione provinciale rinnovata, con un gruppo dirigente autorevole e collaudato, capace di ascoltare, decidere e attuare; che sappia essere un punto di riferimento e un valido aiuto a quanti vogliono dare una mano. E che sappia essere il motore di un rinnovato rapporto tra PD e Brianza per costruire insieme un futuro migliore.
Lista della Brianza ovest
VINCENZO ALESSANDRO DI PAOLO TRADATE, 10/06/1988
CHIARA TAGLIABUE GIUSSANO, 11/03/1991
MAURILIO ILDEFONSO LONGHIN CESANO MADERNO, 04/03/1956
MARTA SICURELLO BOLLATE, 01/09/1992
ANDREA APOSTOLO MONZA, 23/05/1985
BARBARA COLOMBO MILANO, 30/08/1963
FRANCO POLPETTA CAMPOLONGO MAGGIORE, 27/06/195
STEFANIA TERRANEO CANTU’, 15/05/1974
ANTONIO MANDATO SEREGNO, 30/11/1968
VALENTINA FUMAGALLI SARONNO, 06/11/1962
VALTER RIVA LISSONE, 18/08/1956
CRISTINA REDI DESIO, 06/01/1978
LUCA MATTEO MINZONI MONZA, 14/10/1993
MARIANGELA BOLETTIERI SEREGNO, 17/03/1966
DAVIDE RIPAMONTI MILANO, 23/11/1972
VALENTINA MASSARI SEREGNO, 25/07/1984
IURI CATURELLI GAVORRANO, 15/09/1961
MONICA PATRIZIO MILANO, 06/08/1974
ANDREA BARELLA GIUSSANO, 15/04/1989
GIULIANA RADICE BOLLATE, 19/11/1973
WALTER MONTI MONTEROSSO AL MARE, 01/01/1947
CHIARA CALDERONI MONZA, 27/09/1994
FURIO CECCHETTI MILANO, 23/11/1950
TIZIANA BASSO NOVENTA DI PIAVE, 04/09/1961
MORENO DRAGO DESIO, 10/10/1994
PIERA MARIA GAVIRAGHI BARLASSINA, 21/0571967
THOMAS NISI GARBAGNATE MILANESE, 23/10/1991
LUISA BERETTA GIUSSANO, 17705/1976
RENATO COLOMBO CARATE BRIANZA, 16/07/1943
Lista di Monza
CHERUBINA BERTOLA MILANO, 17/10/1959
MARCO LAMPERTI MONZA, 29/08/1987
ANNAMARIA BONANOMI USMATE VELATE, 17/08/1950
PAOLO PILOTTO VERONA, 13/06/1960
PAOLA BERNASCONI MONZA, 19/04/1966
ENRICO AROSIO MONZA, 10/0971952
CECILIA VENEZIANO MONZA, 23/03/1987
ALESSANDRO MARIO VALTOLINA MONZA, 29/04/1970
MARIA GRAZIA ARTESANI MONZA, 24/09/1955
ENRICO PANONTIN MILANO, 11/01/1993
FRANCESCA DELL’AQUILA MONZA, 27711/1977
Lista dell’Alta Brianza
MARIA ANTONIA MOLTENI VEDUGGIO CON COLZANO, 09/09/1965
PAOLO SALA CARATE BRIANZA, 06/10/1981
ANASTASIA CECCHETTI CARATE BRIANZA, 18/10/1987
FABIO MARCO CASIRAGHI LECCO, 21/12/1982
MARIELLA MUSCHIATO DESIO, 31/12/1950
ANTONIO RISTALLO EBOLI, 16/05/1958
CRISTINA COLOMBO CARATE BRIANZA, 28/02/1972
EDOARDO ALBERTI ERBA, 30/08/1967
MARIUCCIA BRUSA DESIO, 16709/1952
PIERLUIGI ELLI GIUSSANO, 06/12/1969
FEDERICA BAIO MILANO, 22/01/1968
ELIO SPAGGIARI MONZA, 30/04/1956
IRIDE FUNARI GENOVA, 21/06/1965
SILVIO DAMONTI MILANO, 06/01/1949
LISA ARCAINI MONZA, 13/02/1995
Lista della Brianza Est
ROBERTO INVERNIZZI VIMERCATE, 16/02/1970
MIRIAM PEREGO MILANO, 25/03/1976
DANIELE ZANGHERI RIMINI, 07/07/1962
LAURA VARISCO MONZA, 13/02/1964
GIORGIO MONTI VIMERCATE, 31/05/1986
FRANCESCA CRIPPA VIMERCATE, 31/07/1985
FRANCESCO CEREDA VIMERCATE, 02/04/1987
GIULIANA PANCIERI AVEZZANO, 20/01/1953
GIACOMO BIFFI VIMERCATE, 20/05/1989
EMANUELA FERONE LIVORNO, 03/04/1952
CARLO ANDREA MARIA POLVARA MONZA, 22/07/1995
GRAZIELLA PEREGO CARNATE, 16/07/1946
MICHELANGELO STUCCHI VAPRIO D’ADDA, 06/05/1977
JAMILA ABOURI VIMERCATE, 13/10/1982
CARLO ALBERTO SORMANI MONZA, 22/03/1993
GIOVANNA DI PIETRANTONIO BRUSCIANO, 09/09/1953
DARIO CAVAGNA MILANO, 05/02/1978
MARIA ANTONIETTA LIVRAGHI ORNAGO, 18/02/1958
LUCA SOLITO DE SOLIS VIMERCATE, 25/06/1977
PAOLA MAFFEIS CAPRIATE, 08/02/1951
MAURO ROSSI ESPAGNET ROMA, 17/08/1952
VERA CANTÙ MONZA, 23/09/1970
PIETRO BRAMBILLA MILANO, 14/02/1977
VITTORIA GAUDIO TARANTO, 14/08/1959
CLAUDIO MEREGALLI MONZA, 09/02/1956
Segreteria provinciale: lista "Nuovi territori" (Mariano Delle Cave)
NUOVI TERRITORI
candidato segretario provinciale: MARIANO DELLE CAVE
Questo lavoro è frutto del contributo di idee di tanti disinteressati volontari, semplici iscritti o anche amministratori di questa provincia, che hanno consentito, grazie a quelle idee, la presentazione di questa lista. A tutti va un sincero grazie, per l’aiuto e il sostegno profuso in questi giorni per dare al Partito Democratico di Monza Brianza un nuovo e più rinnovato entusiasmo, in un momento così critico per il nostro Paese e in particolare per il nostro territorio.
UNA COMUNITA' DI PERSONE DENTRO UNA COMUNITA' POLITICA
Il gruppo che presenta la candidatura di Mariano Delle Cave è composto da persone con provenienza politica diversa, tutti però animati dal desiderio di condividere, cooperare, costruire legami e relazioni per rafforzare, in generale, il PD in una vera e sincera comunità politica, con l’obiettivo di dare ai territori brianzoli una proposta politica e di governo credibile.
Cooperare, quindi, dentro e fuori il PD, per mettere in circolo idee nuove e nuove pratiche, non rinunciando a disegnare percorsi ambiziosi e di ampio respiro in un territorio come il nostro dove non sempre è facile far politica con partecipazione, esperienza, creatività, per progettare “Nuovi Territori”. La Brianza, se da un lato, si connota ancora per eccellenze (internazionali) industriali e artigianali, nonostante le profonde crisi economiche, dall’altro è spesso connotata da contraddittori sentimenti individualistici – diremo, come un tempo, “conservatori” - animati da una arida esigenza di acritica sicurezza e di quieto vivere. Il tempo presente ci obbliga ad affermare con forza la necessità di possibili “altri tempi”, a far leva su tutte le nostre risorse di intelligenza, cultura, merito, esperienza, creatività, per concorrere a progettare “tempi nuovi”: con un profondo radicamento nei bisogni più autentici dei nostri territori
Tutto nella consapevolezza che dentro e fuori il PD, vi sono percorsi esistenziali e sociali, vissuti ed esperienze diverse che interagiscono e sono interdipendenti, vissuti che, per la loro varietà, sono una ricchezza che richiede capacità di armonizzazione, di ascolto e sintesi e soprattutto promuovendo la cultura del merito. È nostro dovere, in questa situazione di accentuato disagio, di far fronte al crescere di un diffuso sentimento di rancore che alcune forze politiche hanno saputo intercettare e che sono riuscite ad addebitare ad altri fenomeni (l’Europa, la politica economica cinese, gli immigrati, la casta) invece che a quelli reali.
Il rancore ha portato con sé chiusura, paura, appiattimento del proprio agire sul presente, perdita della speranza. Vi è quindi la necessità di rimettere in circolo quest’ultima e dare ai ceti sociali più impoveriti dalla crisi economica una nuova prospettiva.
I NUOVI TERRITORI PARTONO DA NUOVI E PIU' INTEGRATI CIRCOLI
Il nostro territorio è caratterizzato da centri abitati molto piccoli. È tempo che anche la nostra Provincia promuova discussioni proprie di una città metropolitana, abbandonando i limiti, non i pregi, della dimensione paese. Siamo convinti da tempo che, nel massimo rispetto della storia e della memoria storica di tante di queste città, il nanismo non sia solo una malattia delle imprese locali, ma anche delle nostre comunità̀ brianzole.
L’insopprimibile esigenza di difendere tradizioni e luoghi del cuore ben può coniugarsi con quella di allargarne i confini. Questo Partito deve essere il laboratorio coraggioso per preparare la nuova sfida politica ed elettorale in termini territorialmente diversi. Anche a livello provinciale. Siamo intimamente convinto che i Piani di Zona debbano diventare Piani di Città nuove. Ma questo lavoro dovrebbe partire da un maggiore coordinamento dei Circoli limitrofi, attraverso gli incontri, le feste, i gruppi di lavoro, per la costruzione di un orizzonte più̀ ampio.
L’autonomia finanziaria, la necessità ineludibile di servizi integrati e nuove politiche territoriali, devono far comprendere a tutti che, da soli e nei pochi chilometri istituzionali, si possa fare ben poco. È quindi evidente che la nuova Segreteria, attraverso le sue competenze di Organizzazione, dovrà porsi come obiettivo quello di essere il punto di partenza prima, e il trait d’union poi, di raccordi territoriali. Crediamo che sia importante non solo il contributo degli amministratori, ma anche dei circoli nella proposizione di nuove e più integrate soluzioni territoriali, con positive ricadute, soprattutto economiche, nei nostri Comuni, privi ormai da tempo delle capacità di spesa del passato. Solo con Comuni e progetti integrati possiamo intercettare le eccellenze brianzole ed essere interlocutori seri e credibili con le associazioni di impresa e sindacali per sviluppare i nostri territori. Ci impegniamo a costituire un gruppo di lavoro che proponga agli organismi provinciali nuovi contributi per sviluppare i progetti di integrazione territoriale.
CONOSCERE E STUDIARE
Riteniamo fondamentale che il PD locali organizzi percorsi di formazione, conferenze e seminari che aiutino ad interpretare ed affrontare le necessità locali, oltre che temi di più ampio respiro. Servono occasioni per far conoscere ai futuri amministratori il funzionamento dell’apparato amministrativo, come interpretare leggi e normative o ancora come rapportarsi con i problemi sociali del territorio. Servono momenti in cui si impari a collaborare, comunicare e relazionarsi utilizzando nel modo più efficace i mezzi oggi a disposizione. Serve conoscere la nostra Provincia, anche con l’acquisizione di dati statistici puntuali: quanti abitanti, come sono distribuiti sul territorio, le loro professioni, il loro pendolarismo, i loro lavori.
Dobbiamo anche essere in grado di legare il locale con il globale, la nostra Provincia non è un’isola, e ciò che accade nel mondo, in maniera più o meno accentuata, con tempi più o meno accelerati, investe e/o lambisce la nostra Città. Diventa quindi necessario uno sguardo anche sul mondo e aprire la riflessione anche oltre la nostra Provincia, per discutere di Europa e di quello che accade nel mondo.
LAVORO
Se c’è una dimensione della vita dove il PD deve essere protagonista è quella del lavoro. Vi deve essere una maggiore conoscenza del mondo del lavoro in Provincia, e una continua ed efficace interlocuzione con le forze produttive (siano essi sindacati, imprese o lavoratori) e le istituzioni di supporto alle politiche attive (centri per l’impiego e istituti tecnici superiori e professionali). É certo che in questo ambito la dimensione locale è insufficiente e la conoscenza e la discussione può essere almeno al livello di Provincia, ma una riflessione sul lavoro deve essere svolta, anche in maniera “eretica”, intrecciandola con quella sui tempi di vita, con quella dei rapporti tra capitale e lavoro, con quella sulla dignità del lavoro (se è vero che è nel lavoro dignitoso che s’incontra “l’umano”), sui nuovi lavori, con la questione di genere (disparità di salario a parità di mansioni, differenze nelle carriere, conciliazione tra lavoro e esigenze di vita).
Porsi i problemi della nascita dell’intelligenza artificiale, della robotizzazione del lavoro, significa porsi il problema di quali e quanti lavori spariranno e di come assicurare una vita dignitosa a chi perderà il lavoro a causa delle nuove tecnologie. Significa anche indicare a chi il lavoro deve ancora trovarlo quali opportunità si apriranno ed operare perché il futuro non sia solo una minaccia.
AMBIENTE
La nostra Organizzazione Provinciale deve dedicare maggiore attenzione ai temi ambientali ed al dialogo con le associazioni locali, di impresa e le istituzioni e deve essere soprattutto in grado di sviluppare una politica ambientale basata sulla riduzione: ✓ dell’inquinamento atmosferico con interventi seri, efficaci e sistematici, quali reali politiche di sviluppo dei trasporti locali e di riduzione di prodotti industriali che limitino le soglie come quella del pm 10 ormai purtroppo dimostrate essere gravemente nocive per la salute; ✓ dei rischi naturali, a cominciare da quello idrogeologico spaventosamente aumentato da quando la pulizia e la manutenzione dei reticoli fluviali e’ stata sospesa/diminuita; ✓ dei rischi collegati a cedimenti strutturali di infrastrutture, purtroppo alle cronache troppo spesso recentemente, che necessitano monitoraggi specifici propedeutici ad interventi di manutenzione efficaci.
Questo Partito ha inoltre la necessità e l’urgenza di promuovere ed accompagnare una proposta che finalmente porti alla creazione di una grande società pubblica per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti per l’area brianzola.
W LE DONNE
La nascita del gruppo delle “Donne Democratiche” è sicuramente la novità più rivitalizzante accaduta nel recente passato nel mondo PD locale, soprattutto di Monza. Riteniamo importate valorizzare l’energia che il gruppo sprigiona, la sua capacità di attrazione anche in ambiti diversi dal PD, la sua capacità di individuare temi sui quali riflettere.
Dato che il partito è un organismo vivente, inserito in un contesto storico, le differenze di genere esistenti nella società si ripercuotono anche nel partito, e quindi il partito deve essere in grado, anche con azioni positive, di promuovere la partecipazione femminile al suo interno. Questo non solo in un’ottica restitutoria, ma per la necessità vitale di avere sul reale uno sguardo diverso rispetto a quello maschile.
STARE NELLE ASSOCIAZIONI PER COMUNICARE
La politica locale non può fare a meno di radicamento sul territorio e la comunicazione. Il nostro radicamento potrà mantenersi solo se saremo partecipi delle realtà di volontariato sociale, culturale e sportivo del territorio in cui operiamo come circoli i suoi iscritti saranno effettivamente integrati nelle realtà territoriali. E’ dovere di ognuno “adottare” un’associazione che persegua progetti integrabili con i nostri. Volontariato laico o cattolico, sport, cultura, associazioni culturali, associazioni sportive: non mancano occasioni per vivere la propria città e toccarne con mano i bisogni, i limiti e i pregi. Dovremo quindi ascoltare i bisogni e le esperienze delle associazioni, farne sintesi in proposte politiche e amministrative aprendoci alla loro diretta partecipazione.
LA DISABILITA': QUESTA SCONOSCIUTA
Chi ha un parente con disabilità non reclama pietà ma diritti e sostegno emotivo. Questo è mancato alle famiglie che hanno vissuto il proprio disagio in solitudine.
Le leggi da sole non bastano esse si devono tradurre in un impegno globale della comunità e del territorio locale. La funzione della politica e del partito democratico deve diventare un importante volano di aggregazione. Si possono sperimentare gruppi di autoaiuto che si muovono dagli Enti alle famiglie e non viceversa perché' molto spesso le famiglie distrutte dal dolore non conoscono nemmeno le risorse che esistono nei propri territori. Un altro concetto da superare a nostro avviso è quello del puro assistenzialismo. Prediligiamo una visione personalizzata dei progetti famigliari di assistenza, perché' non esiste il disabile isolato da curare ma tutta la famiglia in cui questo soggetto vive.
La scorsa legislatura ha visto due leggi importanti a favore dei soggetti fragili a a firma Partito Democratico ovvero il Dopo di Noi e l'incardinamento di un testo di legge chiamato legge Bignami (Gruppo Misto) che ha definito il cargiver familiare la persona che si prende cura del coniuge ,di una delle parti delle unioni civili tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado ovvero, nei soli casi indicati dall''art 33 comma tre della legge 104 /1992 anche da un familiare entro il terzo grado che a causa di malattia infermità o disabilità, anche croniche o degenerative non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di se' , sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata p sia titolare di indennità' di accompagnamento" Due testi di legge importantissimi che faticano però a tradursi in aiuti concreti perché' gli Enti Preposti (Enti locali Asl) non lavorano in rete al fine di progettare interventi personalizzati preferendo piuttosto che niente contributi a pioggia.
I CANDIDATI PER L'ASSEMBLEA PROVINCIALE
ZONA OVEST
ALBERTI ALESSIO DESIO, 10/04/1989 DESIO
BERTOCCHI PATRIZIA MULAZZO, 10/06/1959 SEREGNO
ROMEO FRANCESCO MELITO DI PORTO SALVO, 30/11/1973 CESANO MADERNO
ZANELLATO ELISA MILANO, 05/04/1976 CESANO MADERNO
ZINI STEFANO PADERNO DUGNANO, 12/05/1967 VAREDO
FASOLA VALERIA MONZA, 10/07/1966 NOVA MILANESE
SCHIAVON CLAUDIO NOVA MILANESE, 06/04/1952 NOVA MILANESE
MADERNA ANTONIA MILANO, 05/06/1965 CESANO MADERNO
DUGNANI MAURILIO SEREGNO, 29/09/1947 SEREGNO
GOBBI PAOLA PIACENZA, 31/07/1970 VAREDO
BARISON DANIELE MONZA, 12/05/1991 SEVESO
GRANDI CHIARA MANTOVA, 14/11/1952 DESIO
GHEZZI CARLO LIMBIATE, 10/05/1966 LIMBIATE
SCALFAROTTO VANESSA FOGGIA, 05/09/1972 MEDA
DEGAN GABRIELE DESIO, 02/04/1966 DESIO
POGLIANI NADIA SEVESO, 19/10/1973 SEVESO
LISSI GIULIO COMO, 11/08/1953 MEDA
PAGANI RITA NOVA MILANESE, 10/03/1953 NOVA MILANESE
NOVATI ANDREA ABELE MONZA, 24/01/1971 SEREGNO
TASCA LINA TERESA LEGNARO, 03/07/1946 NOVA MILANESE
CHINELLATO GIAN ANTONIO SEREGNO, 27/03/1958 SEREGNO
MONZA
GUERRIERO DOMENICO AVELLINO, 31/01/1969 MONZA 2
PONTANI FRANCESCA MILANO, 28/06/1963 MONZA 1
BENZO LUCA GENOVA, 26/10/1959 MONZA 2
MATANO LILIANA FOGGIA, 21/01/1978 MONZA 6
TROIA BRUNO PANTALEO S. GIOVANNI ROTONDO, 16/02/1973 MONZA 6
SPADAFORA GRAZIELLA PALERMO, 04/02/1960 MONZA 2
CINOFFO GIUSEPPE PALERMO, 26/04/1957 MONZA 4
CHIODAROLI CLEONICE ROMANO DI LOMBARDIA, 15/07/1954 MONZA 6
ZONA NORD
COLNAGHI DOMENICO VARESE, 30/04/1970
LISSONE VOLONTE’ MARIA ANTONIETTA LISSONE, 28/11/1958 LISSONE
VERTEMATI ROBERTO MILANO, 26/05/1973 SOVICO
CARRARETTO ROSANNA CASALSERUGO, 11/07/1951 LISSONE
MADDALONI STEFANO CARATE BRIANZA, 24/11/2000 BESANA BRIANZA
RIVOLTA ALMA VEDANO AL LAMBRO, 17/09/1952 VEDANO AL LAMBRO
TOGNASSO GIUSEPPE MILANO, 03/08/0935 BRIOSCO RENATE VEDUGGIO
CAPPELLETTI ORSOLA MILANO, 01/04/56 LISSONE
DI MOLFETTA LORENZO SEGRATE, 26/10/1996 BRIOSCO RENATE VEDUGGIO
TETTAMANZI GIOVANNA VEDUGGIO CON COLZANO, 19/03/1960 BESANA BRIANZA
ARIENTI GIANCARLA ROBECCHETTO CON INDUNO, 15/07/1954 BESANA BRIANZA
SANVITO AUGUSTO VEDANO AL LAMBRO, 02/01/1953 VEDANO AL LAMBRO
ZONA EST
MARANESI CRISTINA VIMERCATE, 16/06/1982 VIMERCATE
CALLONI MICHELE MONZA, 18/07/1973 ARCORE
MARTELLO CARMELA detta MELINA BRONTE, 29/03/1955 BRUGHERIO
VILLA LUCA VIMERCATE, 27/06/1993 ARCORE
VILLA MARIACHIARA MONZA, 16/07/1957 VIMERCATE
BRESCIANI GIANNI MILANO, 08/09/1966 BERNAREGGIO
MARCELLA ANGELINA OSNAGO, 22/10/1958 BERNAREGGIO
FORMIS VALERIANO PIEVE D’OLMI, 13/08/1943 VIMERCATE
BELLODI DANIELA FINALE EMILIA, 19/09/1949 VIMERCATE
DELL’ORTO LUIGI MONZA, 11/07/1963 CAMPARADA CORREZZANA LESMO
RIBODLI CARLA ARCORE, 03/11/1939 ARCORE
SANTAMBROGIO LUCA VIMERCATE, 10/09/1993 VIMERCATE
MAGNI MARIA ARCORE, 05/04/0954 ARCORE
VINCIGUERRA SERGIO CHATENAY MALABRY 15/02/1969 VIMERCATE
ROVAI SUSI MILANO, 27/03/1961 VIMERCATE
SESANA MARCO VIMERCATE, 27/04/1992 BURAGO DI MOLGORA
GOZZI MARIA RITA MILANO, 03/02/1963 BRUGHERIO
giovedì 15 novembre 2018
Elezione del segretario di circolo: linee guida lista D seveso
Riteniamo utile presentare a tutti le linee guida della lista "D Seveso", stesso diritto viene garantito ad eventuali liste alternative per le elezioni di Circolo. Termine ultimo per la presentazione di altre liste domenica 18 novembre alle ore 11:30.
Linee guida proposte al Circolo di Seveso del Partito Democratico D seveso
D come democratico: un principio che dall'azione pratica del Partito
Democratico trova il segno distintivo del progresso civico, laico e egualitario
del nostro Partito. Come è un tratto distintivo e non effimero del nostro Partito
la D di Donna .
Di come preposizione a indicare un punto all'interno di una rete interconnessa e
energicamente pulsante come deve essere la rete dei circoli di Monza e Brianza
che a sua volta interagisce con una rete ancora più grande che è la regione
lombarda che per potenzialità è a sua volta punto nevralgico e ambizioso di una
rete più ampia che avvolge l'intera Italia per travalicare in Europa.
Questo per dire che la nostra missione, il nostro agire di circolo con i circoli del
Partito Democratico è un'azione che non può limitarsi nell'ombra del campanile.
Ma dal campanile cerca con lo sguardo una o più strade nel grande caos che
traspare dalla visione ampia e complessa di oggi.
Il caos di un mondo globale ci mostra l'impoverimento della classe media e i
pochi che diventano sempre più ricchi; l'innovazione tecnologica che minaccia
il lavoro, che lo cambia e lo trasforma; una spietata concorrenza territoriale
fa sì che le fabbriche si spostano con una facilità disarmante.
Il caos che ne deriva della sostenibilità sociale ci deve allertare e attrezzare
ancor prima di affrontare la sostenibilità ambientale.
Anche se il caos dei cambiamenti climatici, i disastri di un territorio offeso e
martoriato, la questione ecologica affrontata in modo laico e non ideologico,
può essere anche un'opportunità che mitiga la questione sociale.
Il caos delle genti che si spostano da un continente all'altro fuggendo da miserie
e guerre è tra le questioni di oggi la questione epocale .
Il caos emotivo delle paure sociali ed economiche si mescolano al bisogno di
sicurezza e certezza. Infine c'è il caos dei valori dove si può dire tutto e il contrario di tutto. Dove
esisti solo se occupi il tuo spazio sui social dove tutti ci sentiamo maestri e
nessuno si sente più discepolo. Dove la comunità è virtuale e il senso è
pigramente individuale. L'effetto è che la menzogna e la bufala hanno il 70% in
più di probabilità di essere condivise via web causando quell'effetto
moltiplicatore che diventa la non verità che fa opinione .
Ecco allora che un circolo di Partito, e questo noi vogliamo provare a fare,
diventa lo strumento più all'avanguardia se diventa scuola del popolo per il
popolo. Avamposto di ricerca e di confronto . Possibilità d'imparare dall'altro
e di dare all'altro. Aperto a tutti coloro che ricercano un senso del vivere
comune senza la protervia di essere esauriente e completante.
Con una certezza: che un circolo non basta come un partito non basta alle
ragioni di una democrazia che non è mai totalmente acquisita e men che meno
si fonda sul semplice esercizio di una conta.
La maggioranza è la forza e non è la ragione.
Il circolo apre alle associazioni e si mescola tra i cittadini, appare e a volte
sparisce o si mette al fianco se necessario e utile alla causa. Non per tutte le
cause serve il Partito.
Il circolo si mette nella predisposizione di fare e ricevere cultura. Diciamo la
stessa bestialità nel dire che con la cultura non si mangia come nell'affermare
che con la cultura non si fa la politica.
Quello che vogliamo provare a cercare non è il che cosa ma il come .
In Seveso l'azione Istituzionale esercitata e ben rappresentata dalle Consiglieri
Comunali Anita e Ersilia, ma non ci scordiamo che c'è anche Paolo, ci sprona
dalla posizione di minoranza a muoverci con ancora più slancio e passione.
C'è un capitale d'esperienza che dobbiamo imparare a fare nostro e a non
rinnegare o dimenticare. Dobbiamo essere fieri dei Sindaci che sono stati
espressione culturale e valoriale del Partito Democratico in Seveso: Giordano
Cassetta e Paolo Butti. La storia non si ferma, guardiamo avanti con nuove
prospettive, nuove forze e senza paura di rischiare.
Non c'interessa la visibilità individuale ma il riconoscimento e la condivisione
d'idee e proposte.
Non dobbiamo fare qui un programma amministrativo. Viceversa è la nostra
azione sul territorio nello stare e fare comunità che ci consentirà di scoprire,
studiare e aggiornare una proposta Comunale 2023.
Prima ci son le elezione Europee.
Importanti quasi decisive nel delineare i prossimi anni. Andare oltre i confini
domestici e far comprendere le ragioni è l'impegno dei prossimi mesi. Opera
difficile. C'è una Europa che è ben lontana dall'essere riconosciuta Patria se
pur ne possediamo la bandiera e la moneta.
La nostra Europa, progetto dei nostri padri, processo lungo e faticoso iniziato
dopo la più grande tragedia bellica della nostra storia rischia di sfaldarsi negli
ingranaggi dell'odio, delle paure ma anche delle ignoranze, nel senso di non
conoscere la storia politica, economica, commerciale, culturale Europea.
Certo questa Europa non piace, la bandiera non basta, la moneta non basta,
ma questo ci deve spingere ad andare oltre, a migliorare , a modificare, non a
rinnegare e far saltare l'epica impresa dell'Unione Europea.
Seveso, 10 novembre 2018
firmato da
Andrea Barella, Anita Argiuolo, Christian Weza, Daniele Barison, Ersilia
Cappelletti, Gianluigi Malerba, Giuseppe Policoro, Liliana Cattaneo, Monica
Patrizio, Patrizia Puppo,
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