La mozione presentata nel CC del 30 giugno da Lista Civica Butti e Partito Democratico ha avuto l'effetto sperato di portare l'intero Consiglio Comunale e quindi le rappresentanze politiche tutte verso un progetto di forte impatto ambientale e valoriale per Seveso: l'ampliamento del Bosco delle Querce.
IL testo della mozione se pur emendato nella parte dove si delega alla Giunta Municipale Si preferisce un tavolo tecnico di approfondimento, come se la prassi della Giunta Municipale non conosce la necessità di una istruttoria puntuale e approfondita prima di sviluppare un qualsiasi procedimento amministrativo. Ma va bene lo stesso. Il Consiglio Comunale di Seveso condivide l'idea di un ampliamento del Bosco delle Querce e questo è un fatto politico importante.
A 45 anni dall'incidente ICMESA la nostra azione politica si concentra sull'idea che un Bosco delle Querce più grande è possibile ed è un progetto da perseguire coinvolgendo Comuni e loro cittadini, Regione e Pedemontana oltre a cogliere le opportunità che possono derivare dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Depositato in Consiglio Comunale una mozione e una interpellanza.
Organizzato una raccolta firme a partire da 3 luglio dove saremo presenti al Bosco delle Querce dalle ore 15 per promuovere la seguente petizione
PETIZIONE DI
SENSIBILIZZAZIONE SULL’IDEA DI FARE UN BOSCO DELLE QUERCE PIU’ GRANDE
Sono passati 45 anni dall’incidente
Icmesa è venuto il tempo di promuovere l’allargamento del Bosco delle Querce
per iniziativa progettuale della politica.
Nel 1983 si decise di progettare, in quella che era la Zona “A” (“A1″-”A5″), un
parco, il futuro Bosco delle Querce. I lavori ambientali e forestali iniziarono
nel 1984 e terminarono nel 1986. Alla fine del 1986 la cura del parco fu
affidata all´Azienda Regionale delle Foreste (ARF). Inizialmente vennero messe
a dimora 5.000 piante arboree e piantati 6.000 arbusti. Grazie agli ulteriori
interventi e alla cura dell´Azienda Regionale Foreste alla fine del 1998 il
parco comprendeva 21.753 piante arboree e 23.898 piante arbustive ossia un
patrimonio quadruplo rispetto all´impianto iniziale ereditato dall´Ufficio
Speciale per Seveso.
La scelta di realizzare un bosco dopo l´asportazione del terreno si deve anche
ai movimenti popolari che sorsero a Seveso dopo l´incidente e che si opposero
con forza alla decisione iniziale della Regione Lombardia di costruire un forno
inceneritore per bruciare tutto il materiale inquinato.
(tratto
da “Seveso e l´Icmesa dall´insediamento della fabbrica al “dramma” del 10
luglio 1976″ tesi di Massimiliano Fratter corso di laurea in Storia. Anno
Accademico 1998/99)
Ora dopo 45 anni dall’incidente
Icmesa la realizzazione della Pedemontana Lombarda tratto B2 invade per una
parte il Bosco delle Querce, con questa petizione chiediamo invece
l’allargamento ai margini ovest del Parco esistente e a est della superstrada Mi Meda del Bosco
con una progettazione esemplare capace di attenuare l’impatto stradale con
nuove piantumazioni e piste ciclo pedonali
da connettersi con il vicino parco agricolo del Meredo (Plis GruBria).
Un progetto che merita di essere sviluppato anche in concomitanza e con
le opportunità tratte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Riprendo il titolo apparso nell’edizione settimanale de “Il Cittadino” di Monza e Brianza di sabato 13 marzo 2021 dedicato all’ambito di trasformazione urbanistica ex Allocchio Bacchini in Seveso, perchè giustamente e non a caso parla di futuro.
Corso Garibaldi altezza Allocchio Bacchini
L’ambito di trasformazione in questione è il più grande previsto dal Piano di governo del territorio della città di Seveso.
Questi sono i pesi indicati nell’attuale PGT
le destinazioni sono un giusto mix tra residenziale commerciale e servizi pubblici e privati con 16.024mq di area da cedere per spazi aperti. Questo da PGT.
Da Via Martiri Ungheria
Sappiamo bene tutti che l’interlocuzione con l’operatore privato possa portare a prevedere una variante di Piano. Questo è da mettere in conto e lo reputo quasi normale. Purchè il processo avvenga su basi il più trasparenti possibili e entri nel merito progettuale sia urbanistico che architettonico con la consapevolezza che stiamo mettendo mano a un ambito strategico per la città tutta.
Per intenderci non ci aspettiamo un intervento banale e di scarso respiro. L’approccio deve essere quello che c’è stato per citylife e porta nuova per Milano, sapendo certo che siamo Seveso ma lo spirito deve essere rivolto al futuro in egual modo. La contemporaneità ci obbliga a farlo non sono ammessi impatti insignificanti sia sotto l’aspetto ambientale che tecnologico. Serve un progetto di ampio respiro capace di dialogare con il resto della città e al contempo essere porta d’ingresso distintiva e moderna della città di Seveso visto che l’area si trova su Corso Garibaldi. Questo bagaglio valoriale credo interessi anche alla parte venditrice la Fondazione Opera Pia Porro.
Non servono Archistar ma nemmeno studi professionali mestamente proni a soddisfare una mediocre speculazione senza visione alcuna.
rovi sulla recinzione della proprietà
Serve recuperare al più presto lo spirito giusto in linea con la modernità di oggi. Qualora tutti gli attori (operatori privati, enti pubblici) sono già in sintonia con questo spirito allora serve manifestarlo e renderlo pubblico. Leggere sulla stampa come abbiamo fatto, captare i rumors in Paese, il bisbiglio politico di una provincia periferica e addirittura apprendere dell’esistenza di una masterplan che promuove la vendita di un lotto senza un’adeguata presentazione e illustrazione del progetto, non c’è niente di più retrogrado.
Non si deve aver paura della trasparenza, di un dibattito alla luce del sole, nella consapevolezza generale di trovare il giusto equilibrio tra interesse pubblico e quello privato. Se l’Amministrazione Comunale capisce questo, tutta la città si avvantaggia.
Da quanto apprendiamo trattasi di una proposta a prevalenza commerciale con una parte destinata a significativi servizi sanitari d'indubbio interesse.
Attendiamo di conoscere nello specifico il progetto e le indicazioni espresse dalla Amministrazione Comunale visto che una variante di Piano si rende necessaria.